"Ha rapito mia figlia", "Falso": giallo sulla bimba contesta fra Italia e Polonia

Davide ha potuto riportare la figlia in Italia dopo che questa era stata portata in Polonia dalla madre Eliza: il caso complesso che ha interessato l'Ambasciata

"Ha rapito mia figlia", "Falso": giallo sulla bimba contesta fra Italia e Polonia

C’è una bimba contesa tra un padre italiano e una madre polacca. Attualmente la piccola, 6 anni, è in una dimora segreta, in Italia, secondo le disposizioni di legge: si trova lì insieme a papà Davide, che ha ottenuto dal tribunale che sua figlia tornasse in Italia dopo che la moglie Eliza l’aveva trattenuta in Polonia a sua insaputa. I due sono stati intervistati da “Chi l’ha visto?”: alla trasmissione erano giunti messaggi che parlavano di una bambina di 6 anni sottratta in Polonia dal padre italiano, ma la vicenda è davvero molto più complessa.

Due punti di vista completamente discordanti

In Polonia tutti sanno che la bambina è stata presa contro la legge - ha raccontato Eliza - Le autorità dicono che tutto è stato fatto in modo regolare ma non è così”. Davide, dipinto dai media polacchi come un “violento rapitore”, ha affrontato una vera e propria tempesta mediatica in effetti, con tanto di manifestazioni e cartelli contro di lui. “Qui le persone pensano che io ho rapito illegalmente un bambino dalla madre, ma non è così - ha spiegato lui - Io sono andato lì con la legge. I curatori hanno fatto il loro dovere e sono stati attaccati dalla folla inferocita”.

Uno degli avvocati dell’uomo ha spiegato di come questa campagna mediatica sia completamente ingiustificata. “C’è stato un processo esecutivo - ha chiarito il legale - in cui la bambina è stata consegnata al padre, alla presenza della polizia e del console, ed è stata riportata in Italia in esecuzione di una sentenza passata in giudicato. Non si parla di rapimento. O uno non conosce la storia o si sta cercando completamente di mistificare la realtà”.

Davide ed Eliza si conobbero in Polonia e andarono a vivere in Italia, a Roma. Ma su quello che è accaduto dopo, sul loro menage nella Capitale, i due presentano visioni e narrazioni completamente contrastanti. “La signora - ha detto Davide riferendosi alla moglie - iniziò ad avere atteggiamenti diversi nei miei confronti. È stata un’escalation, nel tempo di quasi un anno, la signora ha avuto atteggiamenti sempre più freddi. La signora era sempre nervosa nei miei confronti, non riuscivo a capire ma lasciavo correre perché avevamo una bambina”.

Eliza non solo afferma che il soggiorno in Italia avrebbe dovuto essere temporaneo, perché la loro casa è in Polonia, ma afferma che Davide sia stato violento con lui e la bambina, tuttavia l’uomo nega. “Mi diceva come mi dovevo vestire, parlava male della mia famiglia - ha continuato Eliza - Qui ero sola, mi sentivo come una schiava, andavo a lavorare dalla mattina alla sera, ero controllata dappertutto. Davide era cambiato, avevo paura di lui. Mi picchiava, mi aveva presa per il collo e aveva colpito la bambina con il filo di una chitarra”. Ma Eliza non ha mai denunciato: si è limitata ad andare all'Ambasciata polacca e poi ha commesso un reato.

Cosa è accaduto in Polonia

Il 1 maggio 2019 Eliza è andata in Polonia con la bambina. Davide lo sapeva, ma sapeva anche che sarebbero tornate: lei gli aveva mostrato dei biglietti andata e ritorno. Ma Eliza e la bambina non hanno fatto ritorno: lei ha detto a Davide che, se avesse voluto, avrebbe dovuto andare a casa sua in Polonia. Davide ha rifiutato questi incontri, chiedendone altri in luogo neutro come l’Ambasciata italiana, perché temeva per la propria incolumità. Le ha offerto di tornare in Italia, promettendole che le avrebbe anche pagato l’affitto in un’altra casa, ma lei si è rifiutata. Davide ha quindi chiesto aiuto al tribunale de L’Aia.

Intanto è partita la campagna mediatica contro Davide, del quale è spuntata perfino una foto in cui l’uomo fa il saluto romano. Lui afferma che era stata un’idea di Eliza, una foto scherzosa che la donna gli avrebbe fatto inviare alla sorella, ma lei smentisce. In tribunale accade tutt’altro: la legge è dalla parte di Davide e chiede che la bambina sia riportata in Italia entro 7 giorni. Passano invece 2 anni tra ricorsi e altro e quando anche la Cassazione si pronuncia, Eliza non è intenzionata a far tornare la bimba in Italia. “La madre - ha raccontato l’altro legale di Davide Gianluigi Scala - per ben tre volte ha ostacolato con i mezzi che erano a sua disposizione l’esecuzione, cioè una decisione giudiziaria”.

La quarta volta, in un incontro decisamente concitato, l’autorità riesce a ridare la bimba a Davide, il quale afferma che il fratello di Eliza abbia anche aggredito la console lì presente. Eliza l’ha giustificato affermando che suo fratello aveva solo inseguito l’auto della console "per il bene della bambina". Dal canto suo l’Ambasciata parla di un caso complesso e garantisce che la console si è attenuta alle procedure. Attualmente Eliza è a Roma, ma non ha visto la bambina, che però sente due volte al giorno. La donna vuole vedere la figlia all’aperto, ma Davide ha paura che le venga sottratta ancora una volta.

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