Occupazioni da Roma a Milano: la proprietà privata nel mirino degli abusivi

Bande, organizzate, di abusivi circondano e spiano i proprietari per vedere quando escono di casa o, peggio, vanno in ospedale e, grimaldello alla mano, scardinano la serratura. La testimonianza di Liliana: "Così sono riuscita ad allontare la gang che voleva occuparmi l'appartamento"

Occupazioni da Roma a Milano: la proprietà privata nel mirino degli abusivi

Come nei quattro cantoni, vecchio gioco di bambini: chi si allontana da casa rischia di non ritrovarla più. Rubata. Occupata. Capita anche questo nell’Italia dove tutto è precario, soprattutto la proprietà privata. Accade in certi quartieri di Roma e di Milano, per esempio, ma è un malandazzo che si estende ovunque. Ci sono condomini periferici dove bande, organizzate, di abusivi circondano e spiano i proprietari per vedere quando escono di casa, vanno in vacanza o, peggio, in ospedale e, grimaldello alla mano, scardinano la serratura. Esproprio sottoproletario.

Roma. Siamo nell’appartamento di Liliana. Lei cammina piano, scivola attenta a non fare rumore sulle mattonelle del soggiorno. Poi si tende come una corda di violino ed osserva al di là dello spioncino della porta. C’è una sagoma scura che s’intravede appena, “è una donna che parla al cellulare” e dice: “Ci stanno ancora i giornalisti, stanno ancora a rompe er ca**o pe’ la storia dell’altro giorno”. Liliana, adesso, ha di nuovo paura. È una “sorvegliata speciale”. Agli inquilini del complesso residenziale di via Sante Vandi, a La Romanina, non piacciono i “regolari” come lei. Il perché di questa avversione è presto spiegato: solo nella sua palazzina, su 15 appartamenti, 10 sono abitati abusivamente.

“Un’escalation di occupazioni iniziata da quando la proprietà immobiliare è passata dalla Cassa dei Ragionieri al Fondo Scoiattolo che, negli ultimi due anni, ha avviato la dismissione del patrimonio a prezzi folli”. Si parla di circa 225.000 euro per un appartamento che, dall’altra parte della strada, invece, ne costerebbe appena 60.000. Così il condominio si svuota dei vecchi residenti, e arrivano quelli “nuovi”: frotte di abusivi, “manu militari”, prendono via via il controllo di tutti e 5 gli immobili del comprensorio. Ora che le case vuote sono finite, il cerchio si stringe attorno ai pianerottoli dei pochi “rimasti”. E “ogni volta che mi chiudo la porta di casa alle spalle, mi faccio il segno della croce”. Il timore di Liliana è che possa ripetersi quello che è accaduto il 3 settembre.

“Era una domenica, io e mio marito stavamo rientrando a casa da un pic-nic”. Ad accoglierli è la soglia di casa spalancata. Non si è trattato di un furto, Liliana in cuor suo già lo sa. Ed infatti nessuno ha toccato nulla: “Non mi hanno rubato nemmeno uno spillo”. Dopo qualche ora, la conferma dei suoi timori arriva senza bussare: “Ad un certo punto sento vociare sul pianerottolo, mi affaccio e mi trovo davanti un uomo assieme a due donne di cui una incinta”. Vogliono entrare, lui armeggia con “una specie di tenaglione” e non sente ragioni, vuole farsi largo. Liliana spranga l’ingresso con il tavolo, si barrica e minaccia: “Andate via, chiamo la polizia”. Finalmente se ne vanno, ma cosa sarebbe accaduto se quel pic-nic si fosse protratto qualche ora in più? “Avrebbero cambiato la serratura e noi ci saremmo trovati in mezzo alla strada”.

Come è successo agli anziani di via Quarti a Milano. Da quel crocicchio di strade meneghine, su cui affacciano i palazzoni dell’Aler, i vecchi residenti non si allontanano più tanto volentieri.

“Vede quegli alloggi? – racconta un residente a Il Giorno – Sono di inquilini anziani, ora in ospedale o in casa di riposo. Ecco: sono stati occupati”. Si presenta così “casa Italia”, una landa desolata dove anche l’ultimo “limes”, quello più intimo, quello domestico, è stato violato.

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