Palazzo di Londra, ora spunta una lettera di Parolin

Una lettera del cardinale Parolin in cui il palazzo londinese viene definito un "buon affare". Spunta un'altra novità sul caso dell'immobile londinese

Palazzo di Londra, ora spunta una lettera di Parolin

Lo scandalo del palazzo del Vaticano sembra essere stato ridimensionato dalle cronache, ma proprio in queste ore è spuntata una novità. Il cardinale e segretario di Stato Pietro Parolin aveva scritto ed inoltrato una lettera attraverso cui aveva definito il palazzo di lusso londinese un "buon affare". La questione è complessa, ma gli accenti posti in queste ore si soffermano su quanti ecclesiastici in Santa Sede avessero contezza dell'acquisto. E Parolin, stando alla ricostruzione emersa questa stamattina, potrebbe essere tra questi. La storia in sé è davvero complicata, e le indagini sullo "scandalo" dovrebbero essere ancora in corso.

In linea di massima, con la faccenda dello scandalo hanno a che fare la battaglia per la trasparenze portata avanti da Jorge Mario Bergoglio, le logiche interne alla Santa Sede per quel che concerne le sfere di competenza e la rivoluzione che papa Francesco vorrebbe adottare. Lo "scandalo" della gestione di alcuni fondi da parte della segreteria di Stato è divenuto infatti un simbolo di quello che il Papa vuole modificare e sta in realtà modificando mediante una riorganizzazione complessiva che dovrebbe declinarsi con la riforma della Costituzione apostolica. Un testo che è atteso da tempo e su cui sta lavorando il C9, ossia il consiglio ristretto dei cardinali.

Nel frattempo, com'è noto, sono accadute delle cose: il cardinal Angelo Becciu, che continua a difendersi, è stato privato di alcune sue facoltà. E questo è accaduto in seguito ad un confronto con il Santo Padre. La novità ha suscitato parecchio clamore, anche perché Becciu era considerato uno degli ecclesiastici più vicini all'operato ed alla visione del pontefice regnante. Nel calderone è finita anche la vicenda della donna che le cronache hanno ribattezzato come "lady Becciu": Il caso di Cecilia Marogna si è a sua volta ridimensionato, soprattutto dopo la pronuncia della Cassazione. La Marogna è tornata libera.

Nel corso della giornata odierna, il quotidiano Domani ha reso nota l'esistenza di una lettera firmata dal cardinale Pietro Parolin, uno degli uomini più in vista del Vaticano. Parolin, in buona sostanza, oltre a definire il palazzo un "buon affare", domanda che l'operazione venga finanziata: " ...considerato che nel tempo sono stati fatti alcuni validi investimenti - annota nella missiva il ministro degli Esteri della Santa Sede - , collocati in paesi esteri, ma non di facile liquidabilità e con profitto nel medio periodo, si rende necessario un rifinanziamento che consenta di tutelare il patrimonio e rispetti anche il carattere di riservatezza".

E ancora: "L'andamento dei mercati di queste settimane suggerisce di non utilizzare la liquidità esistente per attuare operazioni a copertura degli investimenti, ma di acquisire liquidità aggiuntiva. Per questo motivo - fa presente il cardinale italiano - si richiede a codesto istituto l'erogazione di un finanziamento di 150 milioni di euro da ottenere in tempi brevi. Detto finanziamento - viene poi specificato - potrà prevedere una scadenza biennale e l'istituto percepirà una remunerazione annuale allineata a quella che il mercato internazionale prevede per i finanziamenti di pari scadenza erogate dalle autorità sovrane di Stato con un rating AAA. Le sarò grato se vorrà dare un positivo riscontro a questa istanza che risponde alle superiori esigenze della Santa sede", conclude il porporato, mediante una lettera che, secondo la fonte sopracitata, avrebbe avuto come destinatario il presidente dello Ior.

La questione non dovrebbe avere alcuna rilevanza, ma tende a chiarire meglio quali siano i rapporti di forza all'interno delle mura leonine. Su questa storia della gestione dei fondi (che in parte deriverebbero dall'obolo di San Pietro) da parte di alcuni uffici della segreteria di Stato si è detto molto: un tema riguarda anche la presunta contezza di Bergoglio sugli affari che la segreteria di Stato aveva in serbo di conseguire. E il pontefice sudamericano, stando sempre a quanto ripercorso da Domani nella giornata odierna, dovrebbe essere stato informato pure della missiva di Parolin. Quella in cui il palazzo londinese verrebbe definito un "buon affare".

Il seguito è rappresentato da un'indagine che ha coinvolto qualche laico e qualche ecclesiastico. Nel contempo, i rapporti tra il Papa e Parolin, l'autore della lettera al presidente dello Ior, si sarebbero raffreddati. Anche il segretario di Stato fa parte di quello che i tradizionalisti hanno chiamato "cerchio magico". Un gruppo ristretto di cardinali su cui Bergoglio conta molto per procedere con la sua opera di riforma.