Parla il leader delle sardine: "Chi sono i miei riferimenti politici"

Mattia Santori: "So chi è Prodi, ma non ho il numero". E sul futuro: "Diventerà un movimento? Presto per dirlo"

Parla il leader delle sardine: "Chi sono i miei riferimenti politici"

In tv si era lamentato che nessuno de La Verità, Libero o il Giornale lo avesse chiamato prima d’ora. Ci abbiamo pensato noi. Più che le nostre domande, in realtà, Mattia Santori teme l’ira della fidanzata. La popolarità raggiunta dal leader delle sardine deve aver portato via del tempo agli affetti. Era inevitabile: "Se mi rubi troppo tempo, mi ammazza".

Non la faremo litigare, promesso. Andiamo al punto: dove vogliono arrivare le sardine?
"Non lo sanno nemmeno le sardine. È un esperimento riuscito, ma ancora stiamo studiando i risultati”.

Chi c’è dietro di voi?
"Che piaccia o no, ci sono Mattia, Giulia, Roberto e Andrea. Non scrivere i cognomi che poi ci assaltano: voi avete tanti seguaci cattivi" (ride).

Nessun altro?
"È chiaro che abbiamo coinvolto tutte le realtà politiche e sociali della città. Ma l’idea e l’organizzazione è tutta farina del nostro sacco".

Chi avete coinvolto?
"Per non pestare i piedi a nessuno abbiamo chiesto in giro, dai collettivi ad alcuni rappresentanti politici fino alle associazioni, se l’idea potesse piacere".

Con chi avete dialogato nello specifico? Si è parlato dell’assessore del Pd, Matteo Lepore…
"Non è così. So chi è Lepore, ma non ci parlo. I riferimenti politici che posso avere sono alcuni presidenti di quartiere, che conosco attraverso l’attività dell’associazione. Poi Emily Clancy di Coalizione Civica e Elly Schlein di Regione Futura (eurodeputata Pd, poi passata a Possibile, ndr), che ho incontrato 5 giorni prima dell’evento".

Presidenti di quartiere del Pd, immagino…
"Sì, no…cioè: in verità poi non so a chi appartengano. Lorenzo Cipriani non so se è del Pd (lo è, ndr). Ma comunque va al di là del loro colore politico".

Qual è la vostra aerea politica?
"Quando hanno iniziato a cantare Bella Ciao abbiamo capito che il sentimento più radicale era di sinistra. Ma magari a Rimini e Firenze canteranno altro".

Magari l’inno della Lega.
(Ride)

C’è chi dice che le sardine siano una mossa del Pd per andare in piazza senza bandiere, perché se lo facesse coi simboli di partito non lo seguirebbe nessuno.
"Se fosse così Bonaccini non avrebbe convocato una piazza il 7 dicembre…"

Ci andrete?
"Io personalmente sì, ma non daremo un’indicazione".

Salvini dice: "Dietro il sardino trovi il piddino".
"Non ci sono prove. Quando ci porterà qualcosa che dimostri che siamo stati pagati dal Pd o lo abbiamo organizzato con loro, allora ci scuseremo".

Prodi lo conosce?
"So chi è, ma non ho il suo numero. Nella rivista Energia che curiamo lo abbiamo intervistato sull’Africa. Non ci ho nemmeno parlato: mi sono arrivate le risposte su un foglio. Io l’ho solo presa e pubblicata”.

Capisco.
"Però le scriva queste cose…".

Ci mancherebbe.
"La rivista Energia è stata fondata da Alberto Clò: inizialmente era legato a Prodi, però poi lui ha fondato Nomisma. Quindi non c’entra niente. E anche se lo fosse, cosa ci azzecca il mio datore di lavoro con quello che faccio nella vita privata?".

Dite di essere nati dal basso. Però a Modena uno dei due leader ha militato nei Giovani Democratici, costola del Pd.
"Nel momento in cui si scende in piazza senza bandiera, non è una convocazione di partito. Se uno usa l’immagine delle sardine e rilancia il format, non ci vedo nulla di male. Chiaro che chi ha avuto vita politica è più portato a organizzare un evento di piazza. Quindi succederà anche in futuro. L’importante è che non ci sia una connotazione partitica".

Però i movimenti giovanili dei partiti si sono mobilitati per portare sardine in strada.
"È normale. Poi il Pd e i partiti di sinistra che hanno i propri elettori che scendono in piazza con noi dovranno chiedersi come riuscire a coinvolgerli anche senza le sardine".

Gentiloni e Zingaretti esultano per le sardine. Fanno bene?
"Non sta a me deciderlo. Non commento la politica".

Favorirete Bonaccini alle regionali?
"Noi speriamo di avere effetti sulla presenza di Salvini in campagna elettorale".

Non vi sentite strumentalizzati dal Pd?
"No. Il Pd è tra le forze politiche che non mi hanno chiamato per dire: ‘Facciamo qualcosa insieme’".

Diventerete un movimento politico?
"Non credo, ma è presto per dirlo. Bisogna capire se le sardine hanno un riferimento politico oppure no".

In che senso?
"Volevamo stimolare una risposta di piazza. Se a un certo punto una sardina deciderà che l’offerta politica non li soddisfa, creerà il suo movimento e cercherà di capire se avrà consenso".

Magari uno di voi quattro leader?
"In questo momento non sono interessato e credo nemmeno gli altri".

Non esclude però che la sardina possa diventare movimento.
"Non lo so. Chiaro è che se faremo centomila presenze in due settimane, qualcosa significherà. E allora cercheremo di capire quali risposte offre la politica a questa piazza".

Quali risposte vi aspettate. 

"Bella domanda…”

Dica.
"Intanto che la politica torni a parlare di contenuti e sia meno marketing".

Cosa vi distingue da Vaffaday di Grillo?
"Noi non siamo contro la politica, ma contro i criticoni: chi sta a casa e permette l’avanzata della narrativa populista".

Beh, però eravate 6mila sardine “contro Salvini”.
"Anche lui al Paladozza diceva ‘Basta Pd’. Il 'contro' unisce sempre più del ‘per’. Ora però sappiamo chi siamo, abbiamo un’identità, che è la sardina".

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