Piano: "Il nuovo ponte Morandi? Lo costruisca chi fa le navi"

Nel suo intervento al Festival della Comunicazione di Camogli, l'archistar genovese dichiara che il nuovo ponte sarà "un luogo di luce, come una nave che attraversa la costa". E aggiunge: "Vorrei che lo costruisse chi fa le navi"

"Il nuovo ponte dovrà essere un luogo di luce, ma senza effetti speciali. Sobrio, ma non povero. A chi lo farei fare? A chi costruisce le navi". Nel suo discorso di apertura del Festival della Comunicazione di Camogli, l'archistar e senatore a vita Renzo Piano ha parlato del nuovo ponte che sorgerà al posto di viadotto Morandi. Dopo avere presentato a Regione Liguria e Comune di Genova il modellino della nuova infrastruttura, e in vista del nuovo incontro con il commissario Giovanni Toti, l'architetto ha fatto una riflessione a 360 gradi sulla sua idea della città: "Bisogna costruire sul costruito, e basta".

"Genova è una città portuale e dinamica. Mi piacerebbe che a costruire il nuovo ponte fosse chi costruisce navi". È il succo della lectio con cui Renzo Piano ha aperto la quinta edizione del Festival della Comunicazione di Camogli. Un intervento nel quale l'architetto genovese ha raccontato a cuore aperto le sue sensazioni legate alla tragedia di ponte Morandi. "Mi ero preparato un bel discorso sulle visioni. Poi però è crollato il ponte di Genova e mi sono perso. Quel terribile 14 agosto è stata una giornata terribilie - ha spiegato Piano - e da allora non penso ad altro". Poi alcune parole sul nuovo ponte, di cui ha già realizzato un modellino e che sarà al centro dell'incontro con le istituzioni locali, Autostrade e Fincantieri.

"Questo ponte deve avere le qualità fisiche e pragmatiche, deve durare mille anni, ma deve rappresentare la città, dev'esserne il ritratto. Deve elaborare questo lutto terribile. Il ponte - ha detto commosso - è come se fosse caduto tre/quattro volte. Ha portato con sè 43 vittime, poi ha crato 600 sfollati, quindi ha spaccato la città in due". Poi il senatore a vita ha parlato della sua idea di città. "Questo ponte, oltre a rispondere alle esigenze della città, deve ricordare quanto successo. Io ho tante idee su Genova, dovrei stare zitto ma non ce la facco. Genova deve costruire sul costruito, non può espandersi come altre città, non può costruire nuove periferie. Non solo Genova, tutte le città dovrebbero fare questo", il pensiero dell'architetto, tornato poi a parlare del nuovo ponte proponendo di farlo costruire "a chi fa le navi". Chiaro il riferimento a Fincantieri, che potrebbe occuparsi della realizzazione del nuovo viadotto: c'è l'ok del presidente Toti, che pensa a un tandem con Autostrade.

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