Pistola o fucile? L'armiere: "Inutile scegliere: non ci si può difendere"

L'armiere denuncia l'inutilità del dibattito sul tipo di arma per la difesa abitativa. A cambiare deve essere la legge e uno Stato che non garantisce la sicurezza

Benedetta arma da fuoco. Per chi desideri difendersi, proteggere la propria famiglia e la proprietà, la scelta tra il fucile e la pistola può essere un dilemma di difficile soluzione. Quale sarà l'arma più adatta? Quale quella maggiormente maneggiabile? E, soprattutto, quale saremo in grado di utilizzare nel momento in cui un malintenzionato dovesse presentarsi nel pianerottolo di casa.

Sono tutte domande inutili. Inutile riflettere sul calibro della pistola. Inutile analizzare il rinculo di un fucile da caccia. A dirlo a ilGiornale.it è un armiere di Milano, il quale - interpellato nella speranza potesse spiegarci quali sono le armi migliori per la difesa abitativa - si dice "annoiato da queste storie, che tornano di moda ogni qual volta ci scappa un morto".

Si spieghi meglio.

"Lo sanno tutti che il problema non è quale tipo di arma si decida di acquistare ed utilizzare per difendersi. Quello che bisogna analizzare è il fallimento di uno Stato incapace di garantire la sicurezza ai suoi cittadini".

Alla luce di questa incapacità, i cittadini fan bene ad armarsi. Quale comprare allora? Una pistola o un fucile?

"Tutte le volte che accadono queste disgrazie è la stessa storia. Qualsiasi cosa le dica poi verrebbe manipolata da una o dall'altra parte politica. Potrei anche dirle quel è l'arma migliore, ma non voglio farlo. Sa perché?"

Mi dica.

"Perché il punto è che siamo ancora fermi al codice Rocco degli anni '30. Una persona per sentirsi sicura in Italia dovrebbe avere un poliziotto in casa. Il governo ha fallito nell'applicazione delle leggi e nella scrittura delle norme: ormai sono inadeguate alla realtà quotidiana. Cosa le posso dirle di più? Devo prendere in giro le persone affermando 'venite qua che vi do la pietra filosofale per risolvere i vostri problemi di sicurezza'? Non lo farò".

Insomma, non è il calibro che portiamo sotto il cuscino a determinare se possiamo dormire sogni tranquilli o meno.

"Ma per l'amor di Dio, sono cazzate. Senta: a me dispiace che lei debba fare queste domande, anche se capisco che è il suo lavoro. Ma lei (come tutti) scrive per una informazione non libera, subordinata al soldo e alla carriera. Sa cosa dovrebbe dire a chi le ha chiesto di indagare sul tema della legittima difesa?"

Prego.

"Di andare a quel Paese".

La stessa cosa che (forse) pensano i cittadini quando sentono prediche sulla sicurezza da chi poi si accanisce contro la legittima difesa.

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