La Provincia s'inchina all'islam: aule gratis per insegnare arabo

La Provincia rossa di Monza Brianza concede gratuitamente quattro aule di un istituto superiore al Centro Islamico. Scoppia la polemica

La Provincia s'inchina all'islam: aule gratis per insegnare arabo

Una lingua identifica un Popolo. E i musulmani, oggi più che mai, hanno paura di perdere la propria identità. I giovani islamici non possono assolutamente correre il rischio di pensare o agire all'occidentale. Devono restare saldi alle proprie tradizioni. Alla propria cultura. Devono parlare prima l’arabo e, poi, le altre lingue. Non lo possono dimenticare. Anche se vivono da molti anni nel nostro Paese. È per queste ragioni che il Centro Islamico di Monza ha organizzato dei corsi di arabo per bambini fino ai sedici anni. Ma fin qui, nulla di male. Il problema sorge quando Luigi Ponti, presidente della Provincia rossa di Monza Brianza, con un decreto deliberativo presidenziale, decide di concedere gratuitamente quattro aule dell’istituto di Istruzione Superiore Mosè Bianchi al Centro Islamico.

È Andrea Monti, consigliere provinciale di Monza che solleva il problema: "Le società sportive e tutte le associazioni del territorio devono pagare se vogliono utilizzare le aule del plesso.” Ci dice al telefono: “La tariffa oraria è di 3euro e 80 centesimi. Perché tutti devono pagare e loro no?". Ma a rispondere è lo stesso Presidente che, nell'atto deliberativo, scrive: "La Provincia di Monza e della Brianza ritiene opportuno offrire a bambini e ragazzi la possibilità di apprendere la lingua araba, in considerazione del considerevole numero di famiglie residenti in Italia provenienti dai paesi arabi, della storica rilevanza di scambi culturali tra paesi del Mediterraneo, della crescente diffusione di rapporti economici, commerciali e sociali tra i paesi arabi e l’Italia".

Dunque, per i musulmani è gratis, per tutti gli altri a pagamento. "La Provincia è in rosso. La situazione è drammatica. E cosa fa Ponti? Scialacqua, regala, elargisce". dichiara Andrea Monti. "Siamo di fronte ad una sorta di integrazione alla rovescia, dove l’ente pubblico concede vantaggi economici per agevolare lo studio della lingua araba, cioè per meglio integrare i giovani italiani nella comunità araba. Noi pensavamo di essere alle prese con un problema enorme, ovvero quello di integrare giovani, bambini e ragazzi di cultura e lingua araba in Italia. Invece no, oggi compiamo un passo in avanti, una drammatica evoluzione. Siamo noi a doverci integrare. Davvero curioso".

Tra iscrizione, fornitura libri e assicurazione, il corso ha un costo di circa 150euro. Dunque, a pagamento. Nulla avrebbe impedito al Centro Islamico di pagare il canone. Ma loro, di colpe, non ne hanno. Raggiunti al telefono ci dicono: “In Italia si paga anche l’aria che si respira. E’ un corso che stiamo facendo da sette anni. C’è una convenzione. Ma le ripeto: non c’è una cosa gratis in Italia." "Una scelta politica incomprensibile, figlia del solito vizio della sinistra che si sente in qualche modo sottomessa ad un mondo islamico a cui pare tutto sia dovuto". Conclude il consigliere provinciale, che chiede l’immediato annullamento del provvedimento. Dunque, ci troviamo, ancora una volta difronte ad un caso di disparità che fa adirare ed indignare il popolo italiano.

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