Puglia, ambulatorio d'eccellenza per la cannabis terapia

Si abbattono dolore e contrazioni per pazienti affetti da sla, sma, parkinson, oncologici, o costretti a vivere sulla sedia a rotelle in seguito ad incidenti. A dirigere il centro di eccellenza, nell'ospedale di Terlizzi, il dottor Felice Spaccavento

La terapia del dolore e la cannabis terapia sono una realtà consolidata in Puglia grazie al centro di eccellenza dell'ospedale "Sarcone" di Terlizzi, in provincia di Bari. Si tratta di un ambulatorio che porta la dicitura: "cure palliative e terapie del dolore". Il responsabile è il dottor Felice Spaccavento che dal 17 gennaio 2020 (data di inaugurazione) ha avuto già 245 pazienti. Tra i pazienti ci sono persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, parkinson, tumori e bambini affetti da patologie rare.

Il paziente più piccolo a cui viene applicata la terapia del dolore ha sei mesi, mentre il più piccolo che fa uso di cannabis terapeutica ha due anni ed è affetto dalla sindrome di Aicardi - Goutières che conta circa cento casi in tutto il mondo.
"Si tratta di un'unità di fragilità e complessità della Asl e si occupa, proprio, di malati fragili nell'ambito delle cure palliative. È un ambulatorio nel quale i pazienti sono ricevuti due volte alla settimana (il mercoledì pomeriggio e il venerdì mattina). I malati vengono non solo dalla provincia di Bari, ma da tutta la Puglia, Molise e Calabria" ha dichiarato a ilGiornale.it Spaccavento.
La terapia del dolore è molto ampia, ci sono altri ambulatori simili nella stessa Asl, ma la particolarità di questo è che oltre ad avere fisicamente un luogo, è anche un ambulatorio itinerante: "Noi curiamo anche malati - dichiara il dottor Spaccavento - che non si possono muovere e siamo noi a recarci a casa loro per gestire il dolore e altre patologie". Il progetto si chiama l' "Ospedale portato a casa del paziente".

Per quanto riguarda, nello specifico, la terapia della cannabis, si tratta di un modello nuovo che ha rivoluzionato il mondo della terapia antalgica (del dolore appunto), influenzando anche altre attività di cura. C'è, comunque ancora bisogno di studi e formazione. La terapia con i cannabinoidi viene ormai rilasciata dal sistema sanitario nazionale anche se non in tutte le Regioni (la normativa regionale in Molise per esempio, secondo quanto dichiarato dal medico, è ancora carente). Questo permette di gestire il dolore sia per malati affetti da sla o sclerosi multipla o nei bambini affetti da patologie oncologiche, da epilessia, sia nei pazienti oncologici adulti per indurre il senso di fame ed eliminare il senso di vomito.

Le vie di somministrazione della cannabis sono due: per via orale attraverso oli, decotti o compresse; per via inalatoria attraverso la vaporizzazione che prevede l'utilizzo del vaporizzatore e una prescrizione della Asl, è una sorta di aerosol-terapia ma in realtà è una vaporizzazione vera e propria.
"La prescrizione dei cannabinoidi oggi viene fatta attraverso il sistema sanitario nazionale - ed è una grande conquista - perché non ritengo sia giusto che i pazienti già affetti da gravi patologie debbano avere anche l'onere di pagare visite private" ha specificato Spaccavento, da anni al fianco degli ammalati che ha in cura.

"È stato l'unico medico davvero preparato che io abbia incontrato da quando ho iniziato la mia nuova vita in carrozzina e l'unico che si è sempre preso ogni responsabilità" ha dichiarato Alberico Nobile, paziente e presidente dell'associazione "Deep Green" riferendosi al dottor Felice Spaccavento.
Alberico è di Taranto, ha 40 anni e dal 1995 è costretto a vivere su una sedia a rotelle per una lesione midollare C3- 4- 5 che lo ha portato ad avere una tetraplegia spastica. "Ho scoperto per puro caso l'utilizzo della cannabis. Ero ricoverato in Germania pochi mesi dopo l'incidente e vedevo sempre dei ragazzi in carrozzina che si radunavano nell'atrio e fumavano le canne, mi hanno iniziato a parlare degli effetti benefici che ne traevano e, così, con molta paura, ho voluto provare, pensai che non sarebbe stata più pesante dei medicinali oppiacei che assumevo. Dopo qualche tiro dallo spinello ho subito sentito il mio corpo rilassarsi. Le contrazioni del corpo per i dolori acuti si affievolivano e riuscivo a gestire meglio sia il dolore che la vita quotidiana" ha raccontato Alberico.

"Per anni mi sono approvvigionato al mercato nero, poi ho iniziato a coltivare la cannabis in casa per evitare di finanziare il mercato illecito e perché ero sicuro di quello che assumevo, le piante hanno bisogno di acqua e amore". Insieme a lui ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia anche Marco D'Andria, 31enne, anche lui di Taranto, costretto sulla sedia a rotelle per una lesione midollare post traumatica (al livello D12 - L1). Questa patologia gli comporta molte contrazioni alle gambe e a livello vescicale. Dal 2018 assume la cannabis terapeutica che non gli provoca effetti collaterali "peggiori forse del dolore che provavo". Marco è uno sportivo, pratica tennis, nuoto, basket "e ho bisogno di sciogliere i nervi delle gambe".

La dolcezza nello sguardo di Alberico e Marco porta il dolore di una vita con cui fanno i conti ogni giorno. Ma, allo stesso tempo, la loro voglia di vivere è tanta e attraverso le loro parole, la loro grinta, ci hanno lasciato una grande lezione: non mollare mai e vivere ogni momento nonostante tutto.
Per anni Alberico si è battuto, prima con l'associazione "La piantiamo", poi con quella di cui oggi è presidente (la "Deep Green") perché ci fosse maggiore consapevolezza degli effetti benefici della cannabis.
"Dal 2013 ho atteso un anno per avere la cannabis. Questo perché non è stato facile trovare i medici che la prescrivessero. Prima, ma anche adesso, molti medici ospedalieri sono reticenti a fare un piano terapeutico per importare la cannabis dall'Olanda o da Firenze. A volte ho trovato difficoltà di avere la prescrizione anche dinanzi al certificato e alla posologia di un medico privato", specifica Alberico.

Ora sono stati fatti passi da gigante. Secondo quanto si legge sul portale della Regione Puglia, con la delibera numero 512 è stata approvata la normativa regionale che regolamenta la somministrazione di cannabis per uso terapeutico. Questo provvedimento ha consentito ai medici di base e agli specialisti di prescrivere farmaci a base di questa erba per alleviare il dolore e per aiutare i malati in numerose altre patologie. Attualmente in Puglia sono 287 i pazienti in cura con la cannabis.
Ma i problemi logistici non mancano. "L'erba prodotta a Firenze forse non basta neanche per tutta la Toscana e così i cannabinoidi vengono importati principalmente dall'Olanda. Il problema è la puntualità" specifica Alberico. Come funziona: la farmacia fa richiesta al ministero della salute che autorizza il pagamento della dose domandata e il prodotto viene importato e arriva in farmacia. Poi, oltre ai tempi di importazione, passa ancora altro tempo perché la farmacia "che può capitare che faccia l'ordine con qualche giorno di ritardo" deve o suddividere la materia prima nelle dosi assegnate al paziente o deve trasformare l'erba in gocce o pillole (a seconda del tipo di assunzione). Non ci si può rivolgere a qualunque farmacia, "ma a quella che ha un laboratorio galenico al suo interno".

"Purtroppo può capitare di rimanere qualche giorno senza cannabis e il dolore è così forte che nell'attesa che la farmacia rilasci la dose consentita qualcuno si rivolge al mercato nero" specifica ancora il presidente di "Deep Green".
I costi, negli anni, sono stati abbattuti. Inizialmente un barattolo con cinque grammi di erba si aggirava intorno ai 150 euro, ora il prezzo è di circa ottanta euro. Ma i risultati sui pazienti sono positivi, "per noi anche un singolo giorno senza il farmaco equivale a un giorno di dolore" ci dicono.

"Il nostro organismo ha un sistema endocanabbinoide con dei recettori per i cannabinoidi. Questi recettori sono diffusi prevalentemente a livello celebrale, ma non solo; anche a livello muscolare e del sistema emolinfopoietico (quest'ultimo è il sistema che produce piastrine, eritrociti, leucociti ecc, quindi si occupa di immunità, ndr). Ci sono degli studi interessanti sull'effetto dei cannabinoidi su alcune patologie in cui viene stimolata o inibita la risposta immunitaria." spiega Spaccavento.

Insomma, a Bari, le terapie del dolore (con la cannabis o infiltrative) sono una realtà concreta, ci sono prenotazioni per le visite fino a giugno prossimo. Qui la gestione del dolore è una garanzia, data dal dottor Felice Spaccavento, anestesista rianimatore che dedica la sua attività alla terapia antalgica, supportato dalla sua equipe sanitaria.

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