Puglia, ulivi sradicati dalle forti raffiche di vento

Nel Brindisino gli alberi centenari sono stati spaccati in due

Strutture, pergolati e muretti distrutti, ulivi (secolari e non) sradicati, in alcuni casi spezzati in due, con conseguente perdita del frutto: questo il primo bilancio di Coldiretti della tromba d'aria che ieri sera, partita dalla zona interna e trasferitesi velocemente verso la costa adriatica, in soli 15 minuti ha flagellato prima Manduria e Martina Franca, nel Tarantino, per poi colpire gran parte della provincia di Brindisi. Si tratta di un bilancio stilato sulla base dei primi rilievi dei tecnici di Coldiretti, accompagnati dai presidenti provinciali dell'organizzazione.

"Il quadro è apocalittico", spiega il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis. "Vedere alberi di dimensioni notevoli sradicati e allettati e le campagne coperte da un manto di olive è desolante. È un disastro naturale di dimensioni incalcolabili che ha colpito principalmente Apani, Brindisi, Latiano, Oria, Francavilla e Torre Santa Susanna (tutti nel Brindisino, ndr) per cui i nostri uffici si sono immediatamente attivati per le verifiche in campo.

Chiederemo all'Assessorato regionale all'Agricoltura di attivare le procedure per l'accertamento del danno di inusitata gravità e richiedere lo stato di calamità naturale, sburocratizzando il più possibile le procedure per ristorare tempestivamente gli agricoltori".

Un vero e proprio colpo non solo per la campagna olivicola in corso (è in autunno che si raccolgono le olive per la produzione dell'olio), ma anche per il territorio pugliese che fa degli ulivi il suo simbolo. Si tratta di alberi secolari dai tronchi solidi e dalle radici profonde. Se una tromba d'aria, dopo centinaia di anni, è riuscita a sradicarli, c'è da preoccuparsi delle conseguenze generate dal cambiamento climatico in corso.

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