Quegli assegni ai Papi dell'ex cardinale accusato di pedofilia

Una ricostruzione del Washington Post svela le cifre versate dall'ex cardinale McCarrick ai papi: 600mila dollari complessivi

Un link tra l'ex cardinale Theodore McCarrick, ora ridotto allo stato laicale per le accuse di abusi ai danni di seminaristi - accuse ritenute valide dall'arcidiocesi di New York - e condannato ad una vita di preghiera e penitenza, e due ex papi della Chiesa cattolica. Un collegamento, peraltro, passante da assegni che "Zio Ted", come veniva chiamato in certi ambienti, avrebbe versato in favore di Giovanni Paolo II prima e di Benedetto XVI poi. Questo è il retroscena ripercorso dal Washington Post, che riporta anche una cifra complessiva: 600mila dollari.

Soldi che, però, sarebbero stati destinati in genere a consacrati di vario titolo. Così come approfondito pure dalla Lapresse. Non sono solo i due ex pontefici della Chiesa cattolica ad essere chiamati in causa. Ma il fatto che l'ex cardinale McCarrick negli Stati Uniti fosse potente, anche se non soprattutto riguardo tutto ciò che era inerente alle relazioni internazionali dell'epoca, non è un mistero. Qualcuno ha ipotizzato che McCarrick fosse considerato centrale rispetto ai rapporti tra il Vaticano e il fronte democratico statunitense. McCarrick, da sempre, è stato etichettato come un progressista. Le amministrazioni di Bill Clinton e di Barack Obama potrebbero avere avuto in McCarrick un interlocutore privilegiato. Ma questa storia dei finanziamenti è centrata su tutt'altro.

Vale la pena ricordare di come Papa Francesco, anche dopo il memorandum di Carlo Maria Viganò ma non in funzione di quel testo - quello in cui l'ex nunzio apostolico in Usa ha sostenuto, e in maniera pubblica, che Jorge Mario Bergoglio fosse venuto a conoscenza delle restrizioni imposte da Benedetto XVI allo "Zio Ted", senza però dare seguito a quelle restrizioni - lo abbia dimesso dallo stato clericale. Prima di allora Papa Francesco aveva "scardinalato" McCarrick. Ma ora una bufera attorno a quell'ex porporato rischia di scoppiare di nuovo. Perché il giornale sopracitato sembra avere contezza delle cife che McCarrick avrebbe girato ai due papi prima di quello argentino.

Si tratterebbe di 90mila dollari destinati a Giovanni Paolo II, in specie nell'ultima fase del suo pontificato, e di 291mila dollari che invece sarebbero stati donati da McCarrick in favore di Benedetto XVI. Attenzione: lo scandalo può essere relativo o magari non esistere affatto. Quei finanziamenti, infatti, potrebbero essere stati incasellati nell'Obolo di San Pietro, che serve pure a sanare le ferite della povertà nel mondo. Lo stesso Washington Post ha rilevato come la Segreteria di Stato, che tuttavia in questi mesi è al centro di un altro presunto scandalo, quello relativo al palazzo di Londra, possa aver optato per usare le cifre provenienti dall'ex cardinal McCarrick per opere di bene. Sempre la Lapresse ha sottolineato anche quest'ultimo dettaglio.

Comunque sia, il nome di McCarrick è balzato di nuovo agli onori delle cronache. In Vaticano, stando agli ultimi passaggi resi noti, dovrebbe essere ancora in corso l'indagine, che mira a comprendere se possano essere esistite "coperture". McCarrick è stato protetto o no? Questa è una delle domande che sembra essere stata rimossa. Intanto è stato reso noto di come il cardinale, stando sempre alla ricostruzione del Post, avesse una discreta capacità di elargire donazioni. E questo può rientrare nella narrativa sulla "potenza" della sua figura.

Commenti

cgf

Ven, 27/12/2019 - 18:25

quando si dice BEATA IGNORANZA, nel senso di ignorare/non conoscere. TUTTE le diocesi del mondo sono chiamate a contribuire alla ridistribuzione a favore delle diocesi più povere, questo compito è delegato non certo a ciascun parroco, bensì ogni parroco, ANCHE IN ITALIA, devolve presso la propria curia... etc etc e non mi se venga a dire che le parrocchie in USA siano povere! Allora ogni volta che pago l'IRPEF pago anche lo stipendio di nullafacenti? SI

cgf

Ven, 27/12/2019 - 18:29

TUTTI sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, è scritto in quasi tutte le Costituzioni del Mondo. 600mila dollari per una curia come quella dell'ex-cardinale mi sembrano pochini, soprattutto se si tiene conto che "le spese pubbliche" del Vaticano sono i contributi alle Chiese più povere nel mondo.