Riaperture tra coprifuoco e gazebo, Vissani: "Fatta la legge, trovato l'inganno"

Il popolare chef è tornato all'attacco dell'esecutivo dopo il primo giorno di riaperture dei ristoranti: "L'idea del gazebo è improponibile"

Riaperture tra coprifuoco e gazebo, Vissani: "Fatta la legge, trovato l'inganno"

È sempre più polemico Gianfranco Vissani sulla questione delle riaperture di ristoranti e bar con servizio al tavolo solo all'aperto. Lo chef, che in Umbria gestisce Casa Vissani, non può ancora permettersi di far mangiare i suoi clienti all'esterno per colpa delle temperature sempre rigide e oggi si sfoga ancora una volta contro le nuove disposizioni dell'esecutivo: "Qui a Baschi, in Umbria, fanno tre gradi, non si può mangiare all'aperto".

Mentre chef Vissani rinuncia a riaprire le porte del suo ristorante, altri ristoratori di mezza Italia invece hanno approfittato del via libera del governo, scattato lunedì 26 aprile, e - seppur tra le mille difficoltà - sono tornati a garantire pranzi e cene ai propri clienti. Solo ed esclusivamente all'aperto, però. E allora ecco arrivare l'idea dei gazebo, con i quali molti gestori di locali si sono attrezzati per offrire riparo e un minimo di calore ai propri ospiti. Una soluzione che non piace allo chef Vissani: "Troppo facile così. Fatta la legge, trovato l'inganno. Gli altri ristoratori dicono che ieri hanno lavorato, ma io preferisco aspettare ancora fa troppo freddo da noi. Poi l'idea del gazebo è improponibile. La lascio agli altri, anzitutto perché non si può fare, non sì può chiudere su tre lati anche se lo spazio è fuori dal ristorante. E poi, qui da me, per le mie esigenze, dovrei ricoprire una 'sala da ballo' e sarebbe troppo costoso, fra pareti di vetro e riscaldamento".

Intervistato ancora una volta dall'Adnkronos sul primo giorno di riaperture, il popolare chef non si è risparmiato l'ennesima frecciatina ironica all'indirizzo del governo, dopo la provocazione sulla "pipì" dei suoi ospiti, che per farla - non potendo entrare nel ristorante - dovrebbero andare dietro ad un cespuglio. La questione "spazi chiusi" è quella che più fa indignare Gianfranco Vissani: "Io aspetto, aspetto ad aprire. Nel frattempo aprono i cinema, ma non sono al chiuso o mi sbaglio?". Per l'imprenditore l'unica via percorribile per un ritorno alla normalità è la vaccinazione a tappetto di tutta la popolazione "come hanno fatto nel Regno Unito. Io aspetto, tanto, con il coprifuoco alle 22, dubito che fra i piccoli comuni la gente si sposti per andare al ristorante".