Ricucci arrestato: fatture falsificate per un milione di euro

La Guardia di finanza di Roma ha arrestato gli imprenditori Ricucci e Coppola per aver utilizzato fatture false

Ricucci arrestato: fatture falsificate per un milione di euro

Stefano Ricucci e Mirko Coppola sono stati arrestati questa mattina dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Roma. I due imprenditori romani sono accusati di aver emesso e utilizzato fatture per operazioni inesisenti per un importo complessivo superiore al milione di euro. Le fatture sarebbero state per Ricucci lo strumento per ottenere un'ingente liquidità finanziaria. Gli arresti rientrano nell'operazione Easy Judgement. Nell'inchiesta ci sarebbero altri dieci indagati, tra cui il giudice relatore della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, Nicola Russo.

Per l'accusa è "altamente" probabile che il giudice Russo, "sia stato indebitamente retribuito da Stefano Ricucci in cambio della indebita rivelazione e/o anche dello sviamento della decisione in favore della società del gruppo Magiste". Le prove che andrebbero in questa direzione sarebbero quattro: "l’acquisizione di una ingente somma in contanti da parte di Ricucci nel periodo della decisione, gli acquisti di un’auto e di un immobile effettuati da Russo immediatamente dopo la sentenza, la presentazione da parte di Ricucci del Russo e di una donna presso l’hotel Valadier dove i due hanno soggiornato senza essere registrati e pagando in contanti con fattura emessa a nome di una altra persona e lo smodato tenore di vita di Russo". Elementi che comunque non sono stati sufficienti per far decidere al gip di disporre una richiesta cautelare per il giudice.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma su richiesta della procura dopo indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma. Secondo il Corriere della Sera, Ricucci agli agenti che lo arrestarono avrebbe detto: "Mi arrestate per due fatture?". "Non riusciva a crederci", ha detto uno dei suoi difensori, Leonardo Mercurio, che ha assistito alla perquisizione.

Ricucci è salito alla ribalta della cronaca per il temerario tentativo di scalata a Rcs. Erano gli ultimi mesi del 2003 quando superò il 2% del capitale di Rcs, società editrice del
Corriere della Sera. Nel maggio 2005 arrivò a controllarne il 13.5%: il tentativo di scalata monopolizzò l'attenzione dei media per tutta l'estate di quell'anno. Oggi opera nell'edilizia di lusso tra Londra e Montecarlo.

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