Rimini, genitori cinesi mettono il figlio in quarantena volontaria dopo un viaggio in Cina

Erano in un'area del Paese non interessata dalla diffusione del virus, ma la coppia ha deciso di tenere a casa il bambino, anche per non esporre gli altri a un eventuale contagio

I genitori, per lui, hanno scelto una quarantena volontaria e così, per 14 giorni il piccolo non frequenterà la scuola materna comunale di Rimini e rimarrà a casa sua. Non presenta febbre, né altri sintomi da coronavirus ma i familiari, appena ritornati nella città romagnola da un viaggio in Cina, pensano sia meglio non mandare il piccolo a scuola per due settimane, anche per non esporre nessuno al rischio di contagio.

La decisione dei genitori

Secondo quanto riportato da Il resto del Carlino, quello della famiglia cinese residente in Emilia-Romagna è uno dei primi casi di isolamento volontario. Il motivo della scelta dei genitori del piccolo sta tutta nel fatto che la famiglia si trovava ancora nel Paese asiatico allo scoppio dell'emergenza della nuovo virus che, dal momento della sua diffusione, avrebbe ucciso più di mille persone. Perciò, pur essendosi recati in una regione lontana da Wuhan, dove si è diffusa la malattia, e nonostante il bambino non abbia mostrato alcun sintomo, la coppia cinese ha scelto di tenere a casa da scuola il figlio, utilizzando il tempo massimo stimato per il decorso della malattia (14 giorni, appunto) e spiegando le motivazioni legate alla sua prolungata assenza.

La famiglia bloccata in Cina

E sempre nella città romagnola, secondo quanto ricostruito dal quotidiano, un alunno delle scuole medie Alfredo Panzini, non è ancora rientrato dalla Cina, dove si era recato insieme alla famiglia nel periodo tra Natale e gennaio. "I genitori ci avevano comunicato che sarebbero ritornati a casa per un certo periodo. Non sono ancora riusciti a tornare in Italia perché, nel frattempo, è scoppiata l'emergenza. Quando rientreranno a Rimini sarà eseguita la procedura indicata dal ministero della Salute", ha spiegato la preside della scuola, Lorella Camporesi.

Il monitoraggio nelle scuole

Nella giornata di ieri, il comune di Rimini, sulla base della nuova circolare diramata dal ministero della Salute, ha avviato con le scuole a l'Ausl il monitoraggio puntuale, che consiste nella verifica della febbre e dei vari sintomi tipici del nuovo coronavirus. La circolare dispone che "fermo restando il diritto inalienabile di bambini e ragazzi, di qualsiasi nazionalità, di frequentare liberamente e regolarmente la scuola in assenza di evidenti e conclamate controindicazioni sanitarie", le famiglie degli alunni rientrati in Italia dalla Cine, e in particolare dalle regioni dove si è diffuso il virus, "nello spirito di massima precauzione" hanno la possibilità di tenere i figli a casa per un periodo fino a 14 giorni (calcolati sul giorno di partenza dalla Cina). In questi casi, di quarantena volontaria, l'assenza prolungata sarà giustificata dalla scuola.