Salah, parla il ministro belga: "Pianificava nuovi attacchi"

Salah, arriva la conferma del ministro belga sulle rivelazioni del terrorista: "Abbiamo trovato molte armi"

La vecchia e la nuova (possibile) identità di Abdelslam Salah
La vecchia e la nuova (possibile) identità di Abdelslam Salah

Salah Abdeslam, arrestato venerdì in Belgio, ha rivelato che stava pianificando nuove azioni da Bruxelles. Lo riferisce il ministro degli Esteri belga, Didier Reynders, aggiungendo che questo "è probabilmente vero", visto che "abbiamo trovato molte armi, armi pesanti nelle prime indagini e che abbiamo visto una nuova rete di persone attorno a lui a Bruxelles".

Il ministro belga degli Affari esteri ha spiegato che le prime informazioni fornite da Salah Abdeslam ieri sono state che "voleva andare allo Stade de France per farsi esplodere, e che non l'ha fatto. E l'altra è che era pronto a ricominciare qualcosa a Bruxelles". Reynders ha parlato durante un panel di un convegno organizzato dal German Marshall Fund, e le sue parole sono riportate in una nota della Fondazione. "Probabilmente è vero perchè abbiamo trovato molte armi, armi pesanti, ed un nuovo network attorno a lui a Bruxelles", ha aggiunto il capo della diplomazia belga. "Dopo gli attacchi a Parigi avevo detto ad una tv che stavamo cercando una decina di persone con armi pesanti, abbiamo molto più di questo da novembre, non solo in Belgio ma anche in Francia. Per il momento abbiamo trovato oltre 30 persone coinvolte negli attacchi terroristici a Parigi, ma siamo sicuri che ce ne siano altri", ha concluso Reynders.

A pronunciarsi è stato anche l'avvocato di Salah Abdeslam, Sven Mary, che ha intenzione di denunciare il procuratore di Parigi Francois Molins per aver violato la segretezza delle indagini sul caso. Lo fa sapere il quotidiano Le Soir. "La lettura di parte dell'udienza di Abdeslam in una conferenza stampa è una violazione", ha dichiarato Sven Mary, annunciando che domani presenterà istanza dinanzi al giudice. François Molins ha definito ier Abdeslam come "un attore chiave" degli attacchi jihadisti di Parigi del 13 novembre, perché "ha avuto un ruolo centrale nella formazione dei commandi kamikaze", nei preparativi logistici, ed era lui stesso uno dei i membri di questi commandi. Molins ha poi aggiunto che il presunto terrorista aveva ammesso che avrebbe "dovuto farsi esplodere allo Stade de France, ma che si è tirato indietro".

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