San Grillo, protettore dei fannulloni

Volevano abolire la povertà e come è andata a finire lo sappiamo tutti. Ora vorrebbero pure tagliare il lavoro.

San Grillo, protettore dei fannulloni

Volevano abolire la povertà e come è andata a finire lo sappiamo tutti. Ora vorrebbero pure tagliare il lavoro. Che tra i grillini e il mondo dell'occupazione non ci fosse un buon rapporto, lo si era capito già dai primordi del movimento. Il cavallo di Troia dell'avventura pentastellata, d'altronde, è sempre stato il reddito di cittadinanza, una misura che lo dimostrano le cronache di tutti i giorni non ha certamente incentivato l'occupazione, ma si è limitata a distribuire sussidi statali a chiunque. Ed esiste ormai una vasta letteratura sulla percentuale di non occupati tra grillini candidati e poi successivamente eletti nelle istituzioni. Un record assoluto nella storia parlamentare. Quindi, dopo aver pagato milioni di italiani per stare comodamente sdraiati a casa propria, quale poteva essere il naturale passo successivo dell'epopea M5S contro l'occupazione? Far lavorare meno (4 giorni su 7) quelli che un impiego già lo hanno. L'idea, non nuova, la rilancia Beppe Grillo direttamente dal suo ex blog di successo, dopo mesi nei quali si era tenuto alla larga dal lanciare nuove proposte politiche. «Quattro giorni posson bastare», scrive il fondatore del Movimento, facendo il verso al vecchio slogan «lavorare meno, lavorare tutti». Motto che, al di fuori dei cortei sindacali, non ha mai funzionato. «Dall'aprile 2021 negli Stati Uniti, oltre 19 milioni di lavoratori hanno lasciato il proprio lavoro spiega l'ex comico citando l'economista americano Anthony Klotz -. In Italia tra aprile e giugno 2021 si sono registrate 485.000 dimissioni, su un totale di 2,6 milioni circa di contratti cessati. La quota di abbandono volontario sul totale degli occupati ha superato il 2% per la prima volta da anni, a livelli non lontani da quelli degli Usa». Questo sarebbe, secondo il guru, il risultato del combinato disposto tra chi, esaurito dal lavoro, voleva dimettersi già da anni e chi durante i mesi del lockdown ha avuto una «epifania pandemica». Praticamente una visione mistica da divano: l'occupato che preferisce stare a casa e avere più tempo libero, ma ovviamente percependo il medesimo salario. Quindi, secondo i grillini, la settimana lavorativa di quattro giorni deve diventare centrale nel dibattito politico. È la quadratura del cerchio, il compimento del sogno di smontare la società capitalistica a favore di una totalmente assistenzialistica. Lavorare meno sarebbe quindi il vaccino a tutti i nostri problemi. Una teoria che da anni affascina il mondo della sinistra post marxista, ma che finirebbe inevitabilmente con il gravare sulle tasche degli imprenditori e dello Stato. Senza dare beneficio alcuno all'economia e, ancora una volta, senza produrre un posto di lavoro. La diminuzione delle ore di impiego è già stata sperimentata in Germania, Canada e Francia: in tutti i casi l'occupazione non è aumentata, ma, anzi, diminuita. La soluzione per uscire dalla crisi è rimboccarsi le maniche, non mettersi il pigiama.

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