Se la cooperativa dei migranti non paga gli stipendi da mesi

La denuncia dell'Usb, che mette nel mirino la coop sociale "L'Amicizia", finanziata anche dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione del ministro dell'Interno

Se la cooperativa dei migranti non paga gli stipendi da mesi

Nella provincia di Lecce c9è una società cooperativa sociale che si occupa (male) dell'accoglienza e dell'integrazione dei migranti minorenni e che da ben sei mesi non paga gli stipendi ai propri dipendenti.

L’associazione, peraltro, è affidataria di un progetto finanziato dal fondo FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) del Ministero dell'Interno, e riceve pertanto soldi pubblici per le sue opere. Peccato però che, oltre alle buste paga arretrate e non pagate i ragazzi ospitati nel centro "Il Rifugio" siano quasi abbandonati a loro stessi, alla pari degli assunti e dei volontari.

Nella struttura, infatti, "mancano beni di prima necessità e il frigo è perennemente vuoto! I ragazzi non vanno a scuola perché la cooperativa non acquista loro i biglietti dei mezzi pubblici! I Lavoratori rimasti nel centro acquistano a loro spese il pane e il latte per i ragazzi! Ma più che lavoratori forse li dovremmo chiamare 'volontari'", denuncia Gianni Palazzo, rappresentante Usb, nel comunicato diramato dal sindacato.

A fare scoppiare il caso, infatti, ci ha pensato proprio l'Unione Sindacale di Base (proprio grazie a Palazzo e al collega Salvatore Caricato), che scrive: "Dallo scorso Natale i lavoratori della cooperativa 'L'Amicizia' non ricevono lo stipendio […] La cooperativa in questione gestisce a Campi Salentina un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Attualmente vi sono solo sei ragazzi e sei dipendenti che si occupano di loro".

Teatro della vicenda una realtà difficile come quella di Campi Salentina, privo di sindaco dal 9 luglio del 2018 e attualmente gestito dal commissario straordinario Agata Mariano. Il comune ha erogato alla cooperativa tutta la somma che il Viminale aveva predisposto a mo' di acconto e ora il Dicastero non erogherà ulteriori tranche di finanziamento se non dietro accurata e dettagliata rendicontazione delle spese sostenute. Documenti che la coop, dopo numerosi rinvii, avrebbe finalmente inviato all’attenzione del ministro dell'Intero, che ora passerà al vaglio i fogli. Il rischio è che se i conti non saranno in ordine, il Viminale potrebbe anche chiedere alla cooperativa sociale la restituzione dell'acconto già versato.

E ora che succede? L'Usb ha annunciato per i prossimi giorni una denuncia alle autorità competente e un'ingiunzione di pagamento.

Domani è il primo di maggio: altro che festa dei lavoratori…

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