Quella sentenza sui vaccini ​che apre le porte ai risarcimenti

La Corte di Cassazione ha dato l'ok al risarcimento danni da vaccino, anche se il siero è solo raccomandato. Ecco cosa potrebbe succedere in futuro anche con gli anti-Covid

Quella sentenza sui vaccini ​che apre le porte ai risarcimenti

Via libera all'indenizzo per danni, anche se il vaccino è solo raccomandato. A stabilirlo è una sentenza della Corte di Cassazione, depositata oggi, che ha preso atto della pronuncia della Corte Costituzionale cui aveva posto la questione, riconoscendo definitivamente il risarcimento danni.

Il caso preso in esame era quello di un soggetto che aveva contratto il "lupus eritematoso sistemico" dopo essersi vaccinato contro l'epatite A. In primo grado, il giudice aveva stabilito l'esistenza di un nesso di causalità tra la vaccinazione e la malattia, ma non si era pronunciato sulla possibilità di riconosce un indennizzo per i danni causati dal siero, che era stato somministrato in via non obbligatoria, dato che la vaccinazione è facoltativa. In secondo grado, la Corte d'Appello invece aveva affermato che non poteva essere fatta alcuna differenza tra la vaccinazione "imposta" e quella "raccomandata". In questo caso, inoltre, la somministrazione del siero era stata "incentivata" dalla Regione. Per questo, i giudici avevano disposto un indennizzo a favore del paziente che aveva contratto il lupus. Vista la decisione, il Ministero della Salute aveva presentato ricorso contro la sentenza di secondo grado. La Cassazione, dopo aver esaminato il caso, aveva rinviato la questione alla Corte Costituzionale, per chiederle di stabilire la legittimità della "mancata previsione dell'indennizzo per i vaccini non obbligatori". La Consulta ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo relativo al risarcimento in caso di danni dei vaccini, "nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo a favore di chiunque abbia riportato lesioni o infermità da cui sia derivata una menomazione permanente all'integrità psico-fisica, a causa della vaccinazione contro il contagio da virus dell'epatite A".

Per questo, la Corte di Cassazione, con la sentenza n.7354, ha riconosciuto il beneficio economico per le persone che subiscono danni a seguito della vaccinazione non obbligatorie. Per la Sezione lavoro, "ogni questione sul punto appare superata a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale". La Consulta ha così colmato un vuoto normativo importante, riguardante le conseguenze derivate dal siero contro l'epatite A, e la pronuncia della Cassazione potrebbe rappresentare una svolta futura anche per altri tipi di vaccini. Tra questi, si inserisce anche il vaccino contro il Covid-19: anche in questo caso, infatti, si tratta di una somministrazione non obbligatoria, per la quale potrebbe essere riconosciuto lo stesso meccanismo. Si tratta, in ogni caso, di possibilità future, dato che al momento non è stata ancora rilevata alcuna correlazione tra i vaccini anti-Covid e gravi effetti collaterali. La paura sollevata dalle trombosi rilevate in persone che erano state sottoposte alla dose di AstraZeneca, infatti, non risulta essere ancora fondata: al momento, non è stata ancora dimostrata alcuna correlazione tra il vaccino e gli eventi tromboembolici, tanto che oggi l'Agenzia Europea del Farmaco si è detta ancora convinta "che i benefici del vaccino AstraZeneca superino gli effetti collaterali". La sentenza della Corte di Cassazione, però, rimane un passo importate per la normativa sul risarcimento per danni causati dai vaccini.

Commenti