Si fingevano carabinieri per spacciare banconote "Cerchiamo altre vittime"

Due falsari di origini siciliane, in trasferta nella Marsica (Abruzzo), si fingevano carabinieri per spacciare banconote contraffatte in cambio di soldi veri

Si spacciavano per carabinieri ma, in realtà, erano solo due truffaldini. Così per due catanesi in trasferta nella Marsica (Abruzzo) sono scattate la denuncia e il divieto di ritorno nella provincia de L'Aquila per ben tre anni.

Raggiri su raggiri, con anche la diffusione di banconote false da 100 euro. I due falsari di origine siciliana non si sono di certo risparmiati nel loro vile operato mettendo a punto un piano a dir poco diabolico ai danni di alcuni commercianti marsicani. Dunque, interpretando il ruolo di autorevoli e rispettosi militari dell'Arma hanno dato seguito alle truffe, rifilando danaro contraffatto in cambio di moneta sonante.

Stando a quanto si apprende dalla testata di informazione locale Il Centro, i due catanesi avrebbero dato luogo alle truffe tra le cittadine di San Benedetto dei Marsi, Ortona dei Marsi e Goriano Sicoli ma le autorità che si stanno occupando delle investigazioni sospettano che possano aver agito in diverse località dell'Abruzzo e che le banconote false messe in circolo siano molte di più di quelle rinvenute fino ad oggi. Per questo motivo, i carabinieri (quelli veri) che stanno lavorando al caso in accordo con la Procura della Repubblica di Avezzano, hanno deciso di diffondere i loro ritratti affinché chiunque riesca a riconoscerli possa darne segnalazione.

Si tratta di due giovani siciliani, le cui iniziali sono rispettivamente F.L. e G.L., di 21 e 24 anni, ritenuti abili falsari. I militari dell'Arma di Celano, in rapporto di stretta collaborazione con quelli di San Benedetto dei Marsi ed Ortona dei Marsi, sono riusciti ad intercettare la coppia di malvimenti lungo la Statale "Tiburtina Valeria"dopo che avevano appena messo a segno un colpo nella tranquilla di cittadini di Graziano Sicoli ai danni di un commerciante 68enne. I due malviventi avrebbero chiesto all'anziano proprietario di un esercizio commerciale della zona di cambiare 100 euro falsi con banconote di taglio minore giustificando la richiesta con la "necessità di dover fare spese più piccole". L'uomo, ignaro del raggiro, avrebbe ceduto all'inganno rifornendo loro della somma richiesta e incassando, invece, danaro contraffatto.

Nel corso delle attività di controllo ad oggi conseguite, sono state recuperate complessivamente e sottopose a sequestro cinque banconote contraffatte da 100 euro con matricola X14302576620 e S03729436520. Intanto, per i due truffaldini sono scattate le denunce e il divieto di ritorno nella provincia de L'Aquila per almeno tre anni. Ulteriori accertamenti e verifiche sono ancora in corso.