Terremoto Amatrice, imprenditore rideva pensando ai futuri affari. proprio come a L'Aquila

Nell'ordinanza che ha portato all'arresto di 10 persone fra pubblici funzionari e professionisti il gip scrive che un imprenditore se la rideva, parlando delle future commesse per la ricostruzione

Terremoto Amatrice, imprenditore rideva pensando ai futuri affari. proprio come a L'Aquila

Passa il tempo ma le brutte abitudini non tramontano. Ricordate il caso dell'imprenditore che, poco dopo il terremoto dell'Aquila, in una conversazione telefonica (intercettata) se la rideva prefigurando i futuri affari per la ricostruzione? Bene, un caso simile si è verificato per il sisma che ha devastato Amatrice. In questo caso l'imprenditore è Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura (Bari), presidente del cda della società cooperativa l'Internazionale. L'hanno intercettato nell'ambito della nuova inchiesta della procura dell'Aquila su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica. Nell'ordinanza che ha portato all'arresto di dieci persone, tra professionisti e pubblici funzionari, il gip scrive: "Ride". Ai domiciliari, l'imprenditore annuisce e ride parlando delle future commesse, in particolare ad Amatrice.

Giustino sta parlando al telefono con il geometra della sua ditta, Leonardo Santoro, anche lui ai domiciliari. Santoro - si legge nell’ ordinanza - gli riferisce ciò che ha detto a Lionello Piccinini, dipendente del Mibact Abruzzo (anche lui ai domiciliari) dopo il sisma di Amatrice: "Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mo’ dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione". Giustino ride più volte. "Siamo strutturati, abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po’ di cantieri e abbiamo diciamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove 'c...o' mandarle".

In buona sostanza l'imprenditore è convinto che il terremoto porterà nuovi introiti per la sua ditta. Nell’ordinanza di custodia cautelare si legge che dopo il sisma che ha sconvolto Amatrice "gli imprenditori monitorati... tra i quali hanno assunto un comportamento particolarmente cinico i rappresentanti della società l’Internazionale, hanno cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari". Santoro, riassume il gip, spiegava al proprio datore di lavoro al "Mibact era stata creata un’unità di crisi per valutare i danni ai beni architettonici. Giustino, sentite le parole del Santoro - prosegue il gip Gargarella - ha riso in maniera beffarda della nuova situazione venutasi a creare, in quanto per l’impresa il nuovo sisma non avrebbe potuto che portare nuovi introiti, tanto più se l’appoggio di Piccinini e Marchetti (altri due arrestati, ndr), funzionari del Mibact e inseriti nell’unità di crisi, non sarebbe venuto meno".

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