Terremoto Marche, denaro degli sms solidali finisce alle terme

Il restauro della “Grotta sudatoria” di Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno, è stato finanziato con 3 dei 34 milioni di euro raccolti con gli sms solidali

Finalmente dopo più di tre anni dal terremoto del Centro Italia che ha distrutto diverse aree tra Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria, si viene a sapere come si stanno impiegando i soldi, o almeno una parte di essi, donati dagli italiani con grande generosità con gli sms.

Come scrive Franco Bechis su ''Il Tempo'' di oggi, 3 dei 34 milioni raccolti con i messaggi solidali sono stati usati per ristrutturare la ''Grotta sudatoria'' del complesso termale di Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno. Nella determina n.433 del 2 dicembre 2019 del comune marchigiano si legge che con questa somma è stato dato il via a lavori di ricostruzione, che in totale costano 6 milioni di euro: 3 milioni sono stati finanziati ''con i fondi derivanti dalle donazioni raccolte mediante il numero solidale 45500''. Quindi il denaro raccolto con gli sms.

L’altra metà prevista per il completamento dei lavori, invece, è stata messa a disposizione dal ministero dei Beni culturali e servirà a recuperare anche la piscina termale e a ristrutturare la vicina palazzina liberty. Il luogo, indubbiamente, ha un valore storico immenso. L’antico complesso termale, infatti, è stato citato già da Tito Livio. Qui, inoltre, sembra che si sia recato anche Carlo Magno per fare dei bagni, traendone beneficio. Il tempo è passato ma il suo fascino è rimasto immutato. Ai giorni nostri, il Fai ha chiesto agli italiani di indicare i loro luoghi del cuore, e la struttura si è classificata al 2931esimo posto a livello nazionale.

Ma vi è un punto che sta creando qualche polemica e non pochi imbarazzi. Il complesso era chiuso al pubblico già prima del terremoto, in assenza di una precisa gestione. Fino al 2008, infatti, la struttura era di proprietà delle Nuove Terme di Acquasanta della famiglia Ferranti che, per invogliare il turismo, ha costruito un albergo per accogliere ospiti in cerca di ristoro fisico. Ma ecco l’imprevisto. Il Tar delle Marche aveva stabilito che grotta e piscina debbono essere pubblici.

Poi c’è stato il terremoto che ha danneggiato palazzina e albergo. L’hotel, nel frattempo, è già stato riaperto al pubblico a spese del privato. Ora in un prossimo futuro saranno di nuovo utilizzabili piscina e grotta. Un bene dal punto di vista storico. Un po’ meno se si pensa che i soldi per la ricostruzione sono stati prelevati dagli sms che gli italiani hanno inviato ai connazionali che avevano perso casa e lavoro per colpa del terremoto.

La Regione Marche che aveva nominato un comitato di saggi esterni per valutare l'impiego dei soldi arrivati con i messaggini. Sembra che i membri del comitato, una volta avuto il progetto, siano rimasti spiazzati tanto che sarebbero riusciti a bloccare i lavori per alcuni mesi. Ma l’intervento della Regione ha dato il via al recupero del complesso anche con l’uso dei 3 milioni della beneficenza.

Commenti

cgf

Mer, 22/01/2020 - 12:37

quelli dell'Emilia Romagna nessuno sa esattamente dove siano finiti