Test universitari, i plichi irregolari fanno tremare Bari

Centinaia le irregolarità denunciate nei test di qualche giorno fa. A Bari la prova potrebbe essere annullata

Test universitari, i plichi irregolari fanno tremare Bari

Arrivano da ogni parte di Italia le accuse di manomissione dei test di accesso all'università che quasi 70.000 studenti hanno affrontato nei giorni scorsi. All'Università di Bari "un plico - afferma Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale unione degli universitari - non solo è stato aperto prima che gli studenti entrassero, ma addirittura al suo interno sono state ritrovate solo 49 buste a fronte delle 50 che dovevano essere presenti dentro ogni plico: motivo per cui l'intero test potrebbe essere annullato". Scuccimarra denuncia "la palese inefficienza e iniquità di questo sistema: alcune domande palesemente errate, un plico danneggiato e mancante di una busta a Bari, violazioni dell'anonimato che non accennano a finire, ragazzi che si potevano sedere in ordine sparso senza alcun controllo". 

Le proteste non sono mancate. Le associazioni Udu e Rete studenti hanno chiesto ai propri legali di presentare un esposto alla Procura "denunciando tutte le irregolarità che si stanno segnalando in queste ore e chiedendo, per il caso di Bari, il sequestro penale di tutti i compiti inoltrati al Cineca per la correzione e tutta la documentazione in originale presente ancora presso l'Ateneo". Un chiarimento che però, anche in una situazione così delicata, tarda ad arrivare. La Digos ha già aperto un'indagine al riguardo, ma al momento non ci sono novità significative. Udu fa notare che se il compito di Bari fosse stato manomesso (o fosse uscito prima degli altri) tutti i test sarebbero - giustamente - da annullare: andrebbe ad influire, difatti, sulla graduatoria nazionale, con pesanti ripercussioni su tutte le altre sedi, rendendo di fatto invalidi tutti i test.

L'associazione ha fatto appello al ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, l'unica in grado "di sanare le ammissioni di tutti i partecipanti al test consentendo loro di studiare nel prossimo anno accademico." E facendole notare che se un concorso è truccato non possono essere sempre gli studenti a rimetterci, come ormai sta succedendo da anni a questa parte. Per Alberto Irone, portavoce della Rete degli Studenti, la complessità e gli errori nelle domande del test hanno dimostrato come lo spostamento dei test ad aprile abbia solo peggiorato una situazione già complicata. "Per questo - riferisce - ricorreremo in difesa di tutti quegli studenti ingiustamente danneggiati dai test ad Aprile, appellandoci alla difficoltà delle domande e al fatto che molti degli argomenti presenti nei test non sono ancora stati affrontati nei programmi scolastici".

E così, nuovamente, sia Udu che Rete Studenti aprono le adesioni al maxi ricorso collettivo contro il test d'ingresso che di anno in anno si ripete, e che di anno in anno rimane inascoltato. Con un rapporto studenti/posti disponibili di 1 a 7, è facile immaginare come i migliaia di ragazzi coinvolti non rimarranno con le mani in mano. Sui social network la rivolta dilaga: potrebbe essere, quello di quest'anno, lo "scandalo" in grado di mandare in soffitta quel sistema cervellotico che ogni anno impedisce a migliaia di giovani di avere una possibilità per ottenere un'alta istruzione e che li costringe all'esilio per studiare. 

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