Tiziana Cantone, il tribunale: "Facebook doveva rimuovere i video"

Dopo la richiesta di archivazione per i 4 ragazzi accusati di aver diffuso i filmati, il tribunale accusa il social network di Zuckerberg

Tiziana Cantone, il tribunale: "Facebook doveva rimuovere i video"

I link e le informazioni su Tiziana Cantone, suicida dopo la diffusione online di video hard che la ritraevano, andavano rimossi da Facebook una volta emersa l'illiceità dei contenuti.

Il social network lo avrebbe dovuto fare anche senza un ordine dell'autorità amministrativa o giudiziaria, secondo il Tribunale civile di Napoli Nord che ha parzialmente dato ragione alla madre Teresa Giglio contro Facebook Ireland.

Il collegio ha però accolto la parte del reclamo presentato dai legali di Facebook Ireland, disponendo che non sussiste alcun obbligo per l'hosting provider di controllare preventivamente tutte le informazioni caricate sulla varie pagine.

"È una pronuncia molto equilibrata - commenta Andrea Orefice, avvocato della madre di Tiziana - perché introduce il principio, rigettando quanto asseriva Facebook, secondo cui un hosting provider, pur non avendo un generale obbligo di sorveglianza su tutto quanto viene pubblicato sui propri spazi, deve però rimuovere le informazioni illecite, quando arriva la segnalazione di un utente. È quello che è avvenuto nel caso di Tiziana. E non deve attendere che il sia Garante della Privacy oppure il giudice ad ordinargliene la rimozione".

Soltanto ieri è stata chiesta l'archiviazione per i 4 iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli a seguito dell'esposto presentato nel 2015 da Tiziana Cantone. I ragazzi sono accusati di avere diffuso i filmati hard.

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