Scontri in Val di Susa: arrestati No Tav e attivisti

L’operazione ha riguardato anche il centro sociale Askatasuna, oltre ad alcuni esponenti del Guernica di Modena e del Bocciodromo di Vicenza. Salvini spera che i pm non facciano sconti

Scontri in Val di Susa: arrestati No Tav e attivisti

Vasta operazione della polizia questa mattina che a Torino ha eseguito 14 custodie cautelari contro antagonisti No Tav di tutto il Nord Italia. Le accuse mosse nei loro confronti sarebbero, a vario titolo, quelle di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento e inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. L’indagine della polizia, sotto il coordinamento della procura di Torino, ha riguardato l'ala più oltranzista del movimento No-Tav.

L'operazione della polizia a Torino

Misure cautelari sono state emesse nei confronti di esponenti antagonisti di Modena, Parma e Vicenza, del centro sociale Guernica e del centro sociale Bocciodromo. Dietro le sbarre sono finiti anche Giorgio Rossetto e Mattia Marzuoli, oltre a Emilio Scalzo e Olivero Fuggera, due fra i principali referenti dell'ala più oltranzista del movimento No Tav, sette militanti di Askatasuna, e tre esponenti antagonisti di Modena e del centro sociale Bocciodromo.

Lo scontro del 27 luglio

L’operazione della Digos è stata avviata a seguito dell’indagine riguardante gli scontri avvenuti lo scorso 27 luglio, in Val di Susa. Durante i quali era stato violato l’ordine del Prefetto di non avvicinarsi al cantiere Tav di Chiomonte, cercando anche di rompere la cancellata e facendo irruzione nella zona rossa. Questa mattina, alle prime luci dell’alba, i poliziotti della Digos hanno effettuato 16 perquisizioni, su delega della procura di Torino, nei confronti di alcuni militanti di Askatasuna che sono stati denunciati in stato di libertà.

Il dirigente della Digos di Torino, Carlo Ambra, ha spiegato che “L'attività di indagine ha accertato come gli episodi di luglio fossero tutti già organizzati in giorni precedenti dai militanti di Askatasuna, anche nella ripartizione dei compiti. I due leader erano i registi e guidavano il resto dei manifestanti”. Divisi quindi in diversi gruppi. Una parte si era occupata di abbattere la cancellata di ferro. Un’altra, circa un centinaio di soggetti, era passata da alcune zone rialzate, riuscendo ad aggirare i dispositivi di sicurezza e lanciando massi. Un terzo gruppo, con i volti coperti, si muoveva invece nei boschi circostanti, seguendo i propri leader. Le forze dell’ordine presenti avevano quindi usato una strategia con cerchi concentrici per cercare di bloccare i manifestanti. Questi però erano riusciti ad abbattere la cancellata, posizionata a un chilometro dal cantiere, e a raggiungere la zona rossa.

Ambra ha poi aggiunto: "Le indagini hanno consentito di accertare la strategia di tutti gli episodi di violenza e di ricondurre l'organizzazione, la preordinazione e la direzione ai due leader del centro sociale Askatasuna che poi si sono avvalsi di altri militanti di Askatasuna a cui riconduciamo tutti gli episodi di violenza per coordinare anche i diversi manifestanti antagonisti che sono arrivati quel giorno anche da altre parti d'Italia". Le Indagini, come ha fatto sapere Ambra, continuano. Vi sono infatti ancora video e immagini acquisite da analizzare, al fine di evidenziare altri episodi di violenza.

Salvini e i No Tav sui social

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha scritto immediatamente un Tweet: “Grazie alla polizia che ha arrestato alcuni estremisti dei centri sociali, accusati di aver partecipato agli assalti al cantiere Tav con tanto di aggressioni alle forze dell'ordine. Nessuna tolleranza per i violenti: da Nord a Sud l'estremismo anarchico e di sinistra produce aggressioni, minacce, disordini. Mi auguro che la magistratura non faccia sconti e che la politica non sottovaluti il fenomeno preferendo dare la caccia a fantomatici fascisti”.

I No Tav hanno invece scritto su Facebook in risposta agli arresti e alle denunce

avvenute questa mattina: “Perquisizioni, arresti, divieti di dimora nei comuni della Valle e obblighi di firma per la marcia del 27 luglio al cantiere sono in corso da questa mattina tra la Valle e Torino”.



E su quanto accaduto è intervenuto anche Vice Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Massimo Giorgetti: "Mentre le cosiddette sardine cercano di mistificare la realtà accusando i leader Salvini e Meloni di un fantomatico incitamento all’odio, i centri sociali di sinistra compiono indisturbati le peggiori nefandezze: dalla resistenza aggravata a pubblico ufficiale, passando per il danneggiamento e travisamento, arrivando all’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, tutti reati che hanno a che fare con la violenza fisica e verbale. Non posso che condannare non solo i centri sociali, che andrebbero messi tutti al bando, ma anche i movimenti politici che tollerano o addirittura appoggiano questi violenti".

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