Torino, polizia francese blocca treno per rispedire maliano in Italia

I gendarmi hanno impedito al convoglio diretto a Torino di abbandonare la stazione ferroviaria di Modane senza far salire un immigrato maliano proveniente, secondo gli agenti francesi, dal nostro paese. Continuano le tensioni alla frontiera, forti polemiche

Torino, polizia francese blocca treno per rispedire maliano in Italia

I francesi effettuano un nuovo rimpatrio verso il nostro Paese, stavolta senza dover ricorrere allo sconfinamento ma semplicemente sfruttando un convoglio diretto verso la città di Torino.

La tensione continua ad essere molto forte alle frontiere ed il caso di ieri è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che continuano a logorare i rapporti con la Francia.

Sono all’incirca le 10 del mattino, quando nella stazione transalpina di Modane alcuni gendarmi arrestano la regolare partenza di un treno per farvi salire uno straniero. Si tratta di un maliano, sprovvisto sia di biglietto che di documenti d’identità. Gli agenti non transigono: il convoglio non può lasciare a terra l’africano. Questo infatti ha varcato la frontiera proveniendo dall’Italia e vi farà ritorno immediatamente, utilizzando il convoglio diretto a Torino.

La pensano diversamente a bordo del treno, dato che il personale ribadisce di non poter consentire l’accesso ad un passeggero senza titolo di viaggio. Nel frattempo la polfer di Torino viene allertata e messa al corrente della situazione che si sta venendo a delineare.

Il tempo nel mentre passa, ed i gendarmi continuano ad impedire al convoglio di lasciare la Francia senza l’africano a bordo. Qualcuno evidentemente allunga delle monetine allo straniero, che può finalmente comprare il biglietto e salire a bordo. Il treno arriva alla stazione di Bardonecchia con un ritardo di circa 50 minuti, così la polfer può prendere in consegna il maliano rispedito in Italia dai francesi.

In corso le indagini per identificare l’africano e capire come abbia raggiunto la Francia, se attraverso qualche sentiero a piedi o se, come sostenuto dai gendarmi, utilizzando un treno. Qualunque sia la modalità scelta dallo straniero, pare abbastanza evidente che se il personale a bordo del convoglio non si fosse reso conto della situazione, i francesi lo avrebbero rimandato indietro senza allertare le autorità.

Si tratta solo dell’ultimo di una serie di controversi episodi di rimpatrio effettuati dai confinanti transalpini, ma non mancherà certo di alimentare il fuoco delle polemiche che stanno incrinando ulteriormente i rapporti tra i due Stati.