Alto, medio o basso: ecco i livelli di rischio della Fase 2

Con la Fase 2 c'è stata la graduale riapertura di tutte le attività, il 15 giugno toccherà anche a cinema e teatri. In base al luogo ed alla situazione, possono esserci tre diversi livelli di rischio legati: alto, medio o basso. Ne abbiamo parlato con un infettivologo, ecco cosa ci ha detto

Alto, medio o basso: ecco i livelli di rischio della Fase 2

Ormai siamo in piena Fase 2: non è un vero e proprio "liberi tutti" (il rischio è sempre dietro l'angolo), ma dal 18 maggio abbiamo riacquistato una libertà che non ci apparteneva più dall'inizio del mese di marzo, con il primo Dpcm sul lockdown nazionale. Finalmente sta riaprendo (quasi) tutto e, seppur con tutte le limitazioni e difficoltà del caso, stiamo lentamente ritornando ad una parvenza di normalità.

Attenzione, però: come (giustamente) predicano ogni giorno virologi ed esperti, il virus silente è sempre in mezzo a noi, e con l'approssimarsi delle uscite estive bisogna raddoppiare l'attenzione, non necessaria quando stavamo chiusi in casa, per evitare il contagio con il Covid-19. Quali sono, quindi, i rischi legati alle riaperture della Fase 2? Quali sono i luoghi e le situazioni più o meno sicure? Con il parere di un infettivologo, il dott. Vincenzo Longobardo, in attività presso l'ospedale regionale "Francesco Miulli" di Acquaviva delle Fonti, nella città metropolitana di Bari, abbiamo suddiviso i luoghi e le situazioni della Fase 2 in tre macro-aree: quelle ad alto rischio contagio, quelle con un rischio medio ed, infine, le situazioni con basso rischio contagio. Vediamo quali sono e perché.

Fase 2: tutte le situazioni ad alto rischio contagio

Le palestre. Rientrano sicuramente nella categoria ad alto rischio trasmissione del virus: luoghi chiusi, persone sudate che aumentano l'emissione di goccioline dalla bocca per gli sforzi durante gli esercizi. "Sarebbe auspicabile che non ci sia troppa gente, bisognerebbe fare una turnazione, in modo da poter fare esercizi in maniera distanziata, quindi bisognerebbe bonificare gli attrezzi quando si finisce di usarli", ha detto il Dott. Longobardo, che ha spiegato il motivo principale per cui ci si potrebbe infettare. "Chi va suI tapis-roulant suda e respira con maggiore fatica, è per questo che la pulsantiera davanti va bonificata perché, chi la tocca con proprie le mani per poter regolare l'esercizio, indirettamente può contagiarsi. È consigliabile, per le palestre che ne hanno la possibilità, organizzare le proprie attività all'aria aperta".

Ritrovarsi con famiglia e amici. Nell’ambiente familiare si è più sicuri e non abbiamo l’obbligo di indossare la mascherina. Quando siamo in contatto con sconosciuti sia all’aperto e, soprattutto, in luoghi chiusi, il rischio di contagio è maggiore in quanto il virus può circolare più facilmente. Per cui, adesso che siamo più liberi, non si può sapere con chi si è entrati in contatto. È per questo che, situazioni del genere, possono essere classificate come ad "alto rischio" contagio.

Bar e pub. Luoghi potenzialmente affollati e chiusi con un unico bancone sono i bar ed i pub. È per questo che, per il momento, l'ingresso è consentito solo per ritirare l'acquisto che poi viene consumato all'esterno o altrove. Ma cosa accadrà in autunno? Non staremo più dentro ai bar od ai pub fino al vaccino o ad una cura? Improbabile. È per questo che bisognerà prestare, singolarmente, la massima attenzione ed adottare tutte le misure di sicurezza adeguate.

"Dobbiamo renderci conto che è un virus nuovo, che ci ha riservato delle sorprese e su cui non abbiamo grandi certezze: anche i test, che vengono utilizzati per definire un infetto o non infetto, non sono certi al 100%. Il tampone, ad esempio, ha delle criticità soprattutto per quanto riguarda i falsi negativi", ha affermato il dott. Longobardo. "Il virus si trasmette per goccioline, per cui ad una distanza di un metro o un metro e mezzo, se stiamo parlando in modo concitato e senza mascherina, non siamo tranquilli. E poi, ci sono particelle più sottili che potrebbero disperdersi nell'aria, con un punto interrogativo che non è stato ben definito", ha continuato. Il virus è nuovo e non si conoscono tutte le sue criticità. "Secondo me, saranno necessari almeno altri 4-5 mesi per capire se potrà ritornare o se imploderà e non contagerà più nessuno. Quello che si può dire è con il beneficio delle conoscenze attuali, tutte ad interim, perché possono essere cambiate secondo nuove evidenze scientifiche".

Le funzioni religiose. Distanziamento e mascherine obbligatorie ma, per loro natura, le funzioni religiose sono luoghi di aggregazione. È per questo che fanno parte della fascia ad alto rischio contagio, per la vicinanza tra le persone e per essere luoghi chiusi. In questa fase, per limitarne i rischi, sono stati annullati il "segno di pace" e la Comunione in bocca del parroco ai fedeli. Sono stati aboliti anche i cori e le elemosine saranno fatte alla fine della celebrazione fuori dalla porta della chiesa, come si legge sul Messaggero.

Cinema e teatri. Il 15 giugno, per ultimi, riapriranno anche cinema e teatri. Luoghi chiusi per eccellenza, sarà indispensabile mantenere mascherine e distanziamento sociale per evitare il diffondersi del virus. Repubblica riporta che, al massimo, ci saranno 200 spettatori al chiuso, mille all'aperto e mascherine per il pubblico, per gli operatori che organizzano l'accesso del pubblico e per gli artisti. La distanza interpersonale dovrà essere di almeno un metro e, agli ingressi, verrà misurata la temperatura a tutti quelli che andranno a vedere gli spettacoli.

Tutte le situazioni a medio rischio contagio

Interno dei ristoranti. Tecnicamente, i ristoranti hanno ridotto il numero dei loro coperti per consentire l'adeguata distanza tra i tavoli e sono stati vietati tutti i buffet. Inoltre, quando non si starà seduti al tavolo (quindi per andare alla toilette o pagare alla cassa) si dovrà indossare obbligatoriamente la mascherina. L'insidia, però, è un'altra. "Bisognerebbe evitare che il flusso dell'aria condizionata vada in maniera orizzontale da un tavolo all'altro, deve essere rivolto verso l'alto e non verso il basso", ci dice Longobardo, per il quale è fondamentale che ci sia un "flusso d'aria diverso, tenere aperte porte e finestre così da avere una certa circolazione d'aria. Soltanto così il ricambio è considerato efficace per evitare che l'aria ristagni", ha spiegato l'infettivologo.

Parrucchieri e saloni di bellezza. Finalmente si può tornare ad aver cura del proprio corpo con prestando la massima attenzione, è una delle attività di maggior contatto tra operatore e cliente. "La mascherina è sufficiente, le accortezze maggiori deve averle l'operatore: bonificare forbici, pettini e spazzole", ci dice, con una particolare attenzione al fono. "È importante mantenere la mascherina perché anche l'asciugacapelli crea un flusso d'aria forzato. Inoltre, alcuni saloni hanno messo uno schermo di protezione per non far arrivare l'alito dell'operatore al cliente mentre vengono lavati i capelli, dove interagiscono soltanto le mani. È un accorgimento in più a garantire una maggior protezione a favore del cliente".

Supermercati ed alimentari. Difficile ma non impossibile prendere il virus mentre si fa la spesa. I supermercati sono stati il primo ed unico momento di "svago" durante i mesi di lockdown quando si poteva uscire soltanto per acquistare generi alimentari. Se, quindi, dovremmo tutti essere abituati al comportamento da adottare nei supermarket, bisogna prestare attenzione all'uso dei guanti, utilizzati per proteggere le mani soprattutto quando si acquista il cibo. "Per essere più tranquilli dobbiamo lavare le mani. Non sono così tanto d'accordo sull'uso dei guanti, perché danno una sensazione di protezione" dice Longobardo, ed indirettamente danno "una certa sicurezza: al supermercato si toccano carrelli, la merce, poi si mettono le mani in tasca per prendere un fazzoletto, poi le mani nel borsello per prendere i soldi, poi si tocca il volante dell'auto e così via". È per questo che, secondo l'infettivologo, "i guanti, più che una sicurezza, possono diventare un momento di criticità per le varie operazioni che si fanno, quindi vanno cambiati molto spesso, cosa che ritengo non venga fatta; sarebbe, comunque, obbligatorio indossarli nel caso di ferite o escoriazioni sulle mani. Se non si portassero i guanti, le mani si laverebbero molto più spesso, di questo ne sono convintissimo".

Tutte le situazioni a basso rischio contagio

E veniamo alle situazioni potenzialmente più "tranquille", nel senso che è più difficile (ma non impossibile) contrarre il virus per la particolarità del luogo o della situazione in cui ci troviamo.

Le spiagge. Andare al mare, in spiaggia, si può considerare un rischio medio-basso per la distanza tra una postazione all'altra e per l'aria aperta. Non solo, ma come numerosi studi hanno dimostrato, i raggi solari hanno un potere distruttivo delle goccioline di saliva, che al mare ed al sole sarebbero sicuramente meno potenti che nei luoghi chiusi, riducendo notevolmente la trasmissione del virus. "È passata una falsa idea secondo la quale d'estate il virus, con la temperatura, diventa meno virulento", dice Longobardo, e ne spiega il perché. "In parte può essere minimamente possibile ma perché le goccioline con il quale il virus si mantiene in vita si asciugano prima, ed il virus stesso non ha il supporto dove sopravvivere per qualche ora o per qualche giorno in più, e va considerato anche che il virus è sensibile ai raggi ultravioletti". L'infettivologo ha voluto precisare anche un altro aspetto, legato al flusso delle brezze che ci sono a mare: secondo alcuni, potrebbero veicolare le particelle di saliva un po' come accade con i flussi di aria condizionata nei locali, ma Longobardi è scettico. "Io la ritengo una forzatura, la brezza di per sè disperde le particelle con il virus. Ovviamente, bisogna evitare di stare a pochi cm di distanza, soprattutto i ragazzi".

Mangiare all'aperto. Dal rischio medio di stare al chiuso al basso rischio di mangiare all'aperto: la situazione di ristoranti, pizzerie e luoghi in cui si fa colazione, pranza o cena cambia notevolmente se si passa da una condizione ad un'altra. Con i tavoli ad almeno 2 metri di distanza e l'aria che circola più liberamente, i rischi di contrarre il virus si riducono enormemente.

Attività all'aperto. Dalle palestre ad alto rischio agli allenamenti all'aperto con rischio minimo, purché si rispettino sempre le distanze tra una persona e l'altra. "Il distanziamento tra due persone che fanno sport deve essere maggiore di un metro, bisogna evitare gli 'incroci' - ha spiegato l'esperto - se due stanno correndo, ansimando, disperdono più goccioline che parlando o passeggiando in serenità. Chi va in bicicletta, ad esempio, deve stare a più di due metri: il distanziamento dei ciclisti che vanno in fila indiana dovrebbe essere, almeno, di 5 metri".

Toccare la posta o la spesa. Un'altra situazione quotidiana è quella di toccare gli oggetti, dalla spesa alle lettere nella casella della posta. Come detto in apertura, il consiglio del Dott. Longobardo ma di tutti gli addetti ai lavori è quello di lavarsi le mani: dopo aver toccato la spesa od un oggetto che proviene dall'esterno, sciacquarsi abbondantemente le mani con il sapone sotto l'acqua corrente. In questo modo il Covid morirebbe sott'acqua, con tanti saluti. "Ci voleva un virus per costringerci a lavare così spesso le mani anche in ospedale - conclude l'infettivologo - riduciamo ulteriormente il rischio delle infezioni ospedaliere dovute alla trasmissione di batteri multiresistenti, ed è un grosso vantaggio". L'infettivologo, in chiusura, ha tenuto a specificare come "tali precauzioni potrebbero sembrare eccessive, soprattutto al Sud dove i contagi sono molto vicini allo Rt con zero, ma utilizzando qualche precauzione in più attualmente, corriamo il rischio di vedere definitivamente azzerati i contagi in un futuro non molto lontano".

Commenti