Il vaccino anti-coronavirus? "Ai già infettati una sola dose"

Il presidente del Consiglio superiore di sanità annuncia una circolare del Ministero che prevede una sola dose di vaccino per le persone già infettate dal Covid-19

Il vaccino anti-coronavirus? "Ai già infettati una sola dose"

Una sola dose di vaccini per le persone che in passato hanno già contratto il Covid-19. Lo ha annunciato Franco Locatelli, durante la conferenza stampa tenuta per esporre le misure contenute nel nuovo Dpcm firmato oggi da Mario Draghi, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) ha precisato, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi: "Per quanto riguarda i soggetti già infettati in passato domani verrà diffusa una circolare del ministero per la quale vi è stato un parere formulato sia dall'Aifa che dal Css secondo cui vi sarà una sola dose". Locatelli ha spiegato che la decisione deriva dal fatto che "l'infezione svolge una funzione di priming". Fanno però eccezione "i soggetti immunodepressi, per i quali si preferisce continuare con due somministrazioni".

Il presidente del Css ha parlato anche delle diverse varianti del virus che si stanno diffondendo in Italia e del loro rapporto con il vaccino, messo a punto prima del loro sviluppo. "Sappiamo da tempo che la variante inglese non mostra resistenza all'effetto protettivo della vaccinazione con i vaccini disponibili, per la variante brasiliana credo vada sottolineato che vi sono segnalazioni di soggetti che si sono reinfettati", ha dichiarato Locatelli. Ma, precisa il presidente del Css, "non vi è nessuna pubblicazione scientifica che abbia messo nero su bianco questa informazione". Per quanto riguarda la variante nigeriana, identificata nella zona di Brescia, sottolinea: "Il virus con un meccanismo di pressione selettiva tende a mutare e tendono ad emergere alcune varianti. Da qui a dire che questa variante possa sfuggire all'effetto dei vaccini sarei cauto".

Infine, Locatelli riferisce anche sulle sperimentazioni dei vaccini nella popolazione pediatrica, i cui risultati verrano resi disponibili nelle prossime settimane. "La risposta immunitaria sui bambini è brillante, anche più di quella osservata negli adulti - ha aggiunto - Si potrà quindi poi considerare la vaccinazione anche in età pediatrica".

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