Vicenza, arrestato libico con 48 ovuli di droga nello stomaco

Il libico era in Italia dal 2012 grazie ad un permesso di soggiorno rilasciato per protezione sussidiaria. Nel 2016 era stato arrestato per lo stesso reato

Un libico di 26 anni, in Italia dal 2012 grazie ad un permesso di soggiorno rilasciato per protezione sussidiaria, è stato arrestato dai finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza perchè sorpreso a trasportare nello stomaco 48 ovuli contenenti oltre mezzo chilo tra eroina e cocaina.

Il fermo dell’uomo, privo di qualsiasi fonte di reddito dichiarato, è avvenuto nell’ambito di pattugliamenti pianificati nell'ambito di un dispositivo permanente di contrasto proprio ai traffici illeciti. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria in servizio presso la stazione ferroviaria di Vicenza, avevano notato l’extracomunitario appena sceso da un treno in arrivo da Milano che girava in stazione in atteggiamento sospetto.

Gli uomini delle Fiamme gialle, a quel punto, si sono avvicinato al giovane e lo hanno fermato per sottoporlo ad un controllo. Di fronte al comportamento nervoso dello straniero e alle risposte vaghe in merito alle ragioni della sua presenza in città, i finanzieri hanno deciso di approfondire le indagini.

Dagli accertamenti è emerso che l’immigrato, nel 2016, era finito in manette perché aveva ingerito 65 ovuli contenenti sostanze stupefacenti. E così, in coordinamento con la locale Autorità Giudiziaria, il ragazzo è stato sottoposto ad esami sanitari presso l'Ospedale San Bortolo per verificare se anche in questa occasione avesse ingerito droghe.

I risultati della radiografia e della Tac hanno confermato i sospetti. Nello stomaco del libico c’erano 48 ovuli contenenti oltre 530 grammi di sostanza stupefacente, di cui 38 ovuli contenenti oltre 420 grammi di eroina e gli altri 10 con circa 110 grammi di cocaina. Se immessa sul mercato, la droga avrebbe fruttato ai narcotrafficanti oltre 50mila euro.

L’immigrato è stato arrestato e, dopo l'espulsione degli ovuli con l'assistenza di personale sanitario è stato tradotto nel carcere di Vicenza.