"Vuoi configurare lo smartphone? Paghi". È bufera su Mediaworld

La catena di elettronica propone ai clienti un aiuto a pagamento per configurare smartphone e tablet. E a chi si scandalizza c'è chi risponde che il tempo è denaro

"Vuoi configurare lo smartphone? Paghi". È bufera su Mediaworld

"Hai bisogno di aiuto? Ci pensiamo noi!". È il cartello che da qualche tempo campeggia sul banco telefonia di Mediaworld e che è finito nella bufera da quando Selvaggia Lucarelli l'ha postato su Facebook.

Sotto allo slogan, infatti, appare una lista dei prezzi richiesti per un aiuto da parte dei commessi a configurare smartphone e tablet. Non una vera assistenza in caso di danni all'apparecchio, ma una guida concreta all'uso del dispositivo. Ma che gentili, quelli di Mediaworld. Si va dai 2,99 euro dell'applicazione della pellicola protettiva (ovviamente venduta a parte) sullo schermo ai 19,99 per la configurazione dell'account. E non solo: la prima accensione (quella in cui inserire tutte le informazioni necessarie a configuare il telefono) costa quasi 5 euro, scaricare un'app quasi 4 - che salgono a 9,99 per configurarle -, il trasferimento di file o della rubrica da un telefono all'altro quasi 10 e così via.

Apriti cielo. "Hanno deciso di fare cassa coi vecchietti", denuncia la Lucarelli, "Ora se mia mamma mi chiede di installarle Whatsapp le chiedo 10 euro". Eppure se l'azienda ha scelto questa strategia un motivo ci sarà. Probabilmente troppo spesso i clienti chiedono ai dipendenti un'assistenza tecnica più che dei semplici consigli. E avviare un nuovo telefono - soprattutto se non è il proprio, ma si devono chiedere dati che spesso nemmeno il cliente conosce - comporta diversi minuti. Cosi non mancano i difensori di Mediaworld che ricordano che, nonostante tutto, il tempo è denaro.

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