Tutti a casa di Niko. Ha uno stile casalingo il nuovo ristorante dello chef abruzzese Romito al Bvlgari Hotel Milano in via Fratelli Gabba 7b, che consolida l’annosa collaborazione con la catena alberghiera del brand appartenente a LVMH ma cambia punto di vista, puntando su un’accoglienza più informale ma rispettando l’impostazione gastronomica dello chef tristellato di Reale a Castel di Sangro, fondata su materia prima, tecnica e ricerca della nettezza dei sapori.
Lo spazio, bellissimo, borghese, magnificamente milanese, è stato ridisegnato da Acpv Architects Antonio Citterio Patricia Viel. La carta, curata quotidianamente dall’executive chef Giorgio Fuda, è impostata su piatti semplici, familiari, che attingono alla tradizione italiana e spesso scavano anche nei ricettari anni Settanta e Ottanta, interpretati in modo che favorisca la socialità e la condivisione. Si parte con una piccola proposta di crudi (Ostriche, Carpaccio di ricciola con limone e peperoncino, il nostalgico Cocktail di scampi), poi ci sono gli antipasti, la sezione in cui secondo me meglio si esprime la caratteristica del locale: (Pizzetta fritta con pomodoro e parmigiano, Baccalà mantecato con salsa di peperoni e capperi). Tra i primi i Mezzi paccheri scampi e rosmarino, Agnolotti del plin con fondo di manzo con arancia e maggiorana, i Ravioli ricotta e spinaci con manteca. I secondi: Sogliola limone, capperi e prezzemolo e Parmigiana di melanzane, ma io consiglio di ordinare uno dei piatti al carrello: Pollo fritto piemontese «col fiocco», scarola ripassata e patate al forno, Cotoletta alla milanese con misticanza e pomodorini. Tra i dolci è adorabile a mio avviso ritrovare la sottovalutatissima Zuppa inglese, che Romito interpreta all’uso abruzzese, dove questo dolce domenicale è assai popolare.
Carta dei vini classica e di buona fattura. Servizio alla mano ma perfetto, prezzi da albergo spettacolare.
