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Cucina

Monza, una meta golosa tra luganega e selvaggina

Sette La terza città lombarda mostra una grande vivacità gastronomica. Fine dining (Derby Grill), pesce (Il Moro) e osterie storiche (Visconti, Fantello, dell’Uva)

Ravioli Derby Grill

Monza è la terza città della Lombardia ed è talmente vicina a Milano da esserne di fatto un’estensione brianzola. La sua scena gastronomica è vivace tra aperture e chiusure (recente quella del Circolino, che aveva una stella Michelin) ed è una destinazione stimolante per i foodies meneghini in vena di esotismo.

Derby Grill

Il ristorante dell’Hotel de la Ville, davanti alla Villa Reale, è la scelta più classica ed elegante: sala di impronta inglese, servizio formale, cucina che intreccia le origini campane dello chef Fabio Silva e il territorio lombardo. Due menu a 120 euro (Il Territorio... secondo me e Viaggio alle Origini e una carta con classici come Risotto con luganega magra (specialità monzese) e Ossobuco di vitello in gremolada con risotto e stimmi di zafferano. In viale Cesare Battisti 1.

Il Moro

Tanta Sicilia nel ristorante della famiglia Butticè, che schiera Salvatore e Vincenzo in cucina. Radici isolane ben riconoscibili, tanto mare lavorato in chiave contemporanea (gamberi, pistacchio di Raffadali) ma anche ingredienti del territorio brianzolo. Fra i piatti, Paccheri con pistacchio e gamberi e Capelli d’angelo con riccio e caviale. Degustazione siciliana a 85 euro. Via Parravicini, 44.

Silvestro

Locale raccolto vicino al Parco, guidato da Giuseppe Silvestro. Il menu rende bene l’idea dell’incontro tra Lombardia e Mediterraneo: Risotto in scapece, Ravioli alla genovese campana, Bottoni piastrati con mazzancolle e astice. Ambiente informale, menu a 90 e 60 euro. In via Lecco 160.

Osteria del Cavolo

In pieno centro cittadino, una proposta più tradizionale e sostanziosa, che propone Polenta, Ossobuco con risotto alla milanese e Cassoeula. Una scelta ideale se si predilige una cucina con un profondo legame con il territorio, sfuggendo ai codici del fine dining. In vicolo dei Molini 11.

Osteria Visconti

Un piccolo locale a gestione familiare, con appena 22 coperti, condotto da Mauro e Sabrina, che il Gambero Rosso ha premiato com «Ambasciatore del territorio». La cucina è curata ma come accade nelle famiglie: tra i piatti Gnocchi di semolino mantecati con zafferano e Luganega su fonduta di Grana Padano. Notevole il rapporto qualità/prezzo. In via Azzone Visconti 37.

Fantello

Un indirizzo storico, questo ristorante con albergo in una vecchia casa di ringhiera del centro. Nel repertorio: Risotto alla monzese, Ossobuco, Cassoeula, arrosti e bolliti, secondo stagione e fantasia. In carta nella stagione giusta (e questa lo è) ci sono molti piatti di selvaggina e cacciagione come cervo e cinghiale. I prezzi sono umani, soprattutto se «pesati» con la bilancia milanese. In via Mapelli 7/b.

Antica Trattoria dell’Uva

In piazza Carrobiolo una trattoria con alloggio dalla lunga storia, che conserva un repertorio gastronomico fortemente identitario: Risotto con luganega, Cassoeula, Foiolo alla brianzola, Rognoncino trifolato, Stracotto di Fassona al Barbera e torta paesana.

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