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Cucina

Osteria Belvedere, la carne responsabile di Edoardo Tilli

Nuova sfida per lo chef toscano, che nel suo Podere nella campagna del Chianti Rufina affianca al ristorante gastronomico un locale più semplice che allarga la sua visione, fatta di animali che arrivano da microallevamenti selezionati e da cotture senza gas o elettricità, ma solo su legna e braci. La proposta è più leggibile e generosa, con piatti che appartengono alla memoria condivisa

Osteria Belvedere

Sedici coperti, una carta corta e mobile, circa 70 euro di spesa media e un’idea piuttosto chiara: riportare al centro il piacere immediato di mangiare bene. Podere Belvedere Tuscany, nella campagna del Chianti Rufina a Pontassieve, dal 1° settembre aggiunge una seconda anima al ristorante gastronomico di Edoardo Tilli. Nasce Osteria Belvedere, locale raccolto che affianca il fine dining senza esserne una versione minore o semplificata.

Osteria Belvedere
Osteria Belvedere (ALESSIO VALLESE)

«La bellezza della cucina non è chiudersi in un guscio, ma uscire, cambiare e anche contraddirsi», dice Tilli. E la contraddizione, almeno apparente, è proprio questa: accanto ai percorsi di ricerca “Cellula” e “Sé carne, questa carne”, arriva una cucina leggibile, generosa, costruita su piatti che appartengono alla memoria delle osterie.

Osteria Belvedere
Osteria Belvedere

In carta ci sono tartare di vacca con salse e condimenti serviti a parte, tagliatelle al ragù di capra, riso alle erbe amare selvatiche e limone con Parmigiano di 60 mesi, tortellini alla panna e tartufo nero. E poi piccione in umido con patate al lardo, lingua, testina e bollito, bistecca di vacca o cavallo. Salumi e formaggi, scelti con particolare attenzione alle stagionature, completano una proposta che avrà alcuni punti fermi e parecchie incursioni dettate dal mercato e dalla campagna: un daino appena disponibile, per esempio, potrà diventare carpaccio e restare in menu soltanto pochi giorni. Le novità verranno aggiunte a mano sulla carta.

Osteria Belvedere
Osteria Belvedere

L’Osteria permette inoltre di completare il lavoro sulla materia prima che Tilli conduce da anni. Uno stesso animale può prendere strade differenti: la pecora diventare trippa o controfiletto nel ristorante gastronomico e coscia arrosto nell’Osteria. Una cucina dell’animale intero che riduce gli scarti e rende complementari i due locali.

Osteria Belvedere
Osteria Belvedere

È del resto la filosofia sulla quale è cresciuto Podere Belvedere, nato dalla casa di famiglia di Tilli e diventato nel tempo azienda agricola biologica, ristorante e progetto di ospitalità. Intorno ci sono orti, serra e uliveti; le carni provengono da animali adulti, microallevamenti selezionati e caccia di selezione. Dal 2024 la cucina calda ha inoltre abbandonato gas ed elettricità: si lavora con fuoco, braci, forno a legna, cucina economica e grande camino.

È qui che Tilli, classe 1984, perito aeronautico diventato cuoco autodidatta, ha sviluppato una ricerca particolarmente personale sulla carne. Frollature naturali, fermentazioni, salumi e oltre venticinque tipi di garum sono diventati strumenti per utilizzare anche grassi, interiora e parti considerate meno nobili. Una ricerca raccolta anche nel libro “Deep Raw”, pubblicato nel 2024.

I due percorsi gastronomici raccontano il lato più sperimentale del progetto. “Cellula” studia materia e trasformazione attraverso tempo, enzimi, maturazioni e fermentazioni; “Sé carne, questa carne” affronta invece l’animale nella sua interezza, dalla nascita al sacrificio, chiedendosi che cosa significhi oggi consumare carne responsabilmente. Altrimenti, meglio non farlo.

Osteria Belvedere
Osteria Belvedere (ALESSIO VALLESE)

Accanto a Tilli c’è Klodjiana Kalafilaj, maître e sommelier. La cantina conta circa cento microproduttori soprattutto toscani e francesi, con larga presenza di vini biologici, biodinamici e ancestrali, scelti attraverso un rapporto diretto con i vignaioli.

Osteria Belvedere
Osteria Belvedere (ALESSIO VALLESE)

Osteria Belvedere sarà aperta tutte le sere tranne il giovedì e a pranzo sabato e domenica. All’esterno, tavoli alti serviranno per aperitivi e soste più informali. È un altro tassello di un Podere Belvedere destinato ad allargarsi ancora: il progetto dovrebbe raggiungere il suo assetto completo nel 2027, con nuove attività e ulteriori forme di ospitalità.

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