Si scrive 10_11, si pronuncia «ten eleven» e prende il nome dai numeri civici dei due indirizzi del Portrait Milano nell’ex Seminario Arcivescovile: il 10 di via Sant’Andrea 10 e l’11 di corso Venezia. È un locale di cui vi ho scritto diverse volte ma che sta affinando con il tempo il progetto, per cui vale la pena fare un punto della situazione.
È aperto dalle 7 all’1 di notte, e funziona sostanzialmente come un locale all day: colazione, pranzo, aperitivo, cena e dopocena. Il brunch domenicale, ormai stabilmente nell’offerta, è nella wish list di molti milanesi. La sua colazione, nella quale trionfano i dolci del bravissimo Cesare Murzilli, è la più desiderata della città, una roba da non mangiare per tutto il resto del giorno (ed essere felici).
Ma oggi vi parlo della cena, che curiosamente rischia di passare un po’ in secondo piano dopo la scelta, maturata all’incirca un anno dopo l’apertura risalente al dicembre 2022, di rinunciare il filone fine dininga per abbracciare una proposta confortevole e conviviale ma (o forse proprio per questo) pienamente contemporanea. Lo chef Luigi Cinotti mi sembra sempre più calato nella parte e consapevole. Il menu resta una playlist di piatti affidabili magnificamente realizzati. Io ho dribblato i classici del locale (le Polpette di Milano allo zafferano, la Pasta in bianco 10_11, il Pollo alla griglia e peperoni) e questa volta ho provato l’ultimissima zampata della Vignarola estiva con vari tipi di zucchine e i loro fiori, le Tagliatelle integrali fatte in casa con zucchine e gamberi rosa di Manfredonia, una Sogliola con salsa di capperi e limone magnificamente sporzionata al tavolo dal bravo Simone Bisin. per i dolci il buon Cesare mi ha preparato un piccolo festival tra vecchio e nuovo menu, tra i quali anche un Crème Caramel buonissimo nella sua semplicità. Da bere le etichette della notevole carta dei vini e i cocktail del bar. Il voto? Assomiglia molto al nome del locale.
