Una foto che rimarrà nella storia (e non solo dello sport) quella di Kimi Antonelli che sul podio di Monza festeggia la vittoria di un italiano dopo sessant’anni, convincendo perfino i più accaniti tifosi Ferrari ad applaudirlo e magari anche a commuoversi un po’ con lui. Ad innaffiarli una Jeroboam Moët & Chandon, la Maison tornata nel 2025 a essere champagne ufficiale della Formula 1 e che ha raccontato la sua storia nel sacro tempio della velocità. Un legame nato nel 1950, al Reims Grand Prix, quando Frédéric Chandon de Briailles offrì spontaneamente una bottiglia al vincitore della gara. Da allora nacque un rito: la Celebratory Jeroboam, diventata simbolo della vittoria e della sua celebrazione. E così, nel cuore delle storiche cantine a Épernay, alcune gallerie custodiscono una rara e preziosa riserva di Jeroboam destinate alla Formula. Una volta sul circuito, le Jeroboam sono firmate dai vincitori e condivise con i team sul podio. «Uniti dalla stessa ricerca di precisione ed eccellenza, Moët & Chandon e Formula 1 celebrano il savoir-faire, il lavoro di squadra e la passione che definiscono entrambi i nostri mondi», assicura la presidente e ceo Sibylle Scherer. Ma al gran premio, Moët & Chandon ha portato anche altre due icone della sua storia: «Spirit of 1743» e l’eccezionale «Mercedes-Benz 600 Pullman» della Maison. Lanciata per la prima volta nel 1993 per celebrare i 250 anni, «Spirit of 1743» è la mongolfiera a forma di tappo di champagne che ha viaggiato in tutto il mondo, sorvolando le Piramidi di Giza e la Grande Muraglia Cinese. Nel 2011 è tornata nei cieli per un viaggio di due anni intorno al mondo, in occasione del 270° anniversario e qualche giorno fa è tornata a volare nei cieli di Monza, «offrendo un’espressione contemporanea dello spirito pionieristico e del suo legame duraturo con la Formula 1». A terra il «Mercedes-Benz 600 Pullman», acquistato da Moët & Chandon nel 1971 è stato guidato da un mito come Jean Alesi, dopo essere stato utilizzato per accogliere ospiti illustri nella tenuta di Moët &Chandon, tra cui Alain Prost e Jean Todt.

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