A Sandrigo il bacalà (rigorosamente con una sola “c”) non è soltanto una specialità gastronomica. È un pezzo di storia locale, un racconto che attraversa mari e secoli e che ogni anno torna a occupare piazze, tavole e luoghi della memoria. Dal 17 al 20 e dal 24 al 28 settembre torna infatti la Festa del Bacalà alla Vicentina, giunta alla 39ª edizione, appuntamento ormai consolidato nel calendario di fine estate del Veneto.
La manifestazione continua a ruotare attorno a uno dei piatti simbolo della cucina regionale, ma negli anni ha costruito un programma più ampio, capace di intrecciare gastronomia, cultura, musica e valorizzazione del territorio. Un approccio che trova ulteriore significato nel 2026, anno in cui l’Accademia Italiana della Cucina ha scelto di dedicare il proprio tema annuale a baccalà, stoccafisso e agli altri pesci conservati, riconoscendone il ruolo nella tradizione gastronomica delle diverse regioni italiane.
Sandrigo occupa in questo racconto una posizione particolare. Qui la vicenda dello stoccafisso è strettamente legata alla figura di Pietro Querini, il navigatore veneziano che nel Quattrocento naufragò alle Isole Lofoten e contribuì a far conoscere in Italia quel prodotto destinato a diventare protagonista di numerose ricette regionali. Proprio dal viaggio di ritorno di Querini è nato il progetto della Via Querinissima, oggi riconosciuta come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, percorso che collega territori e comunità attraverso una storia comune.
Il cuore della manifestazione resta naturalmente la cucina. Il bacalà alla vicentina verrà preparato secondo la ricetta tradizionale custodita dalla Confraternita del Bacalà alla Vicentina, utilizzando esclusivamente Stoccafisso di Lofoten IGP. Accanto alla versione classica troveranno spazio numerose interpretazioni che testimoniano la versatilità dell’ingrediente: ravioli fatti a mano, gnocchi di patate, bigoli al torcio, risotti e persino una pizza gourmet. Non mancheranno proposte dedicate ai più piccoli, ai vegetariani e alle persone celiache, accompagnate dai vini della Cantina Beato Bartolomeo da Breganze.
«Lo stoccafisso è un prodotto sempre più raro, che richiede tempo e cura e rappresenta un patrimonio prezioso della nostra cultura gastronomica», osserva Antonio Chemello, presidente di Pro Sandrigo. Un richiamo al valore di una materia prima che, pur in un mercato complesso, continua a essere il centro della manifestazione.
L’avvicinamento alla festa sarà scandito da tre appuntamenti. Il 29 agosto Villa Mascotto di Ancignano ospiterà Bacco & Bacalà, aperifestival dedicato a cicchetti, vini e cocktail. Il 15 settembre sarà la volta del Gran Galà del Bacalà, cena che ripercorrerà idealmente il viaggio europeo di Pietro Querini attraverso piatti a base di baccalà e stoccafisso. Il 21 settembre, invece, il Parco 3000 accoglierà “Riso… Ti Amo”, serata interamente dedicata al risotto declinato in quattro versioni.
Accanto all’offerta gastronomica, la manifestazione proporrà una serie di iniziative culturali. Dal 24 al 29 settembre Villa Sesso Schiavo ospiterà la mostra fotografica “Viaggio, sapori e identità”, dedicata al percorso di Querini e alle connessioni tra Veneto e Lofoten. Sono inoltre previsti tour guidati tra ville e oratori del territorio, durante i quali verrà raccontata la diffusione dello stoccafisso nella cultura veneta.
Tra gli eventi più attesi figura anche “Note sulla Via Querinissima”, in programma il 25 settembre in Piazza SS. Filippo e Giacomo. L’opera musicale nasce dalla collaborazione tra gli studenti dell’Istituto Comprensivo Zanella di Sandrigo e quelli delle scuole di musica incontrate lungo il percorso seguito da Querini nel suo ritorno verso Venezia nel 1432.
A quasi quarant’anni dalla prima edizione, la Festa del Bacalà alla Vicentina continua così a raccontare molto più di una ricetta.
Racconta il viaggio di un prodotto che dal Nord Europa è entrato stabilmente nella cucina italiana e il legame di una comunità con una tradizione che ancora oggi trova nella tavola il suo luogo più naturale di trasmissione.