Ardbeg da sempre è sinonimo di torba, passione e fantasia. Che suona un po’ come una versione scozzese di un film neorealista italiano, ma non lo è. Eppure, la distilleria di Islay è forse quella che più ha fidelizzato i suoi consumatori a suon di innovazioni e creazioni all’insegna della sperimentazione. Lunghissima è la serie delle special release annuali che giocano con fermentazioni e maturazione in barili di ogni tipo (nel 2026 è toccato a «Dolce», invecchiato in botti ex Marsala), ma è nel core range che Ardbeg dà il meglio. Infatti, la gamma base offre Scotch torbati purissimi e solidi, che sanno soddisfare i palati (sempre esigenti) degli adepti.
Proprio nel core range va ad aggiungersi domani per il mercato italiano «Trudernish», il primo 15 anni ufficiale e continuativo. Si tratta del secondo ingresso «di peso» nella gamma, che nel 2021 aveva visto il lancio del prestigioso (e costoso) 25 anni. Trudernish si colloca invece in una fascia qualità-prezzo competitiva: 79 euro per un 15 anni a 48,8% invecchiato in un mix di botti ex bourbon, ex sherry Oloroso e rovere vergine carbonizzato è un gradito ritorno alla ragionevolezza dei prezzi.
Trudernish è il nome di un antico insediamento sulla costa meridionale dell’isola di Islay, in cui secondo la leggenda l’acqua dei pozzi non gela mai. E questo lascia un po’ il tempo che trova nel mare magno del marketing. Quello che interessa a noi è il liquido, che unisce un olfatto suadente che ricorda il caramello bruciato, con le classiche venature balsamiche e vagamente vegetali a un palato che esalta le note di falò e sottobosco, braci e frutta secca. Un Ardbeg non estremo, ma morbido pur senza perdere il dna «on fire». Il tempo, si sa, smussa tutti gli angoli, anche quelli affumicati.
Ardbeg Trudernish 15 yo, 48.8%, 79 euro
