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Cultura e Spettacoli

Wilma De Angelis: con la sua voce conquistò Sanremo, con la sua simpatia la televisione

Cantante e conduttrice, aveva 96 anni. Esordì in radio. Dopo arrivò il festival: nel ‘59 cantò “Nessuno”. Dagli anni ‘70 “lavorò” in cucina. Poi i revival

Wilma De Angelis

Spezzone della tv in bianco e nero, anno 1959. Vi compaiono affiancate, in un impertinente gioco di specchi, due popolarissime (ma contrapposte) dive di allora: Wilma De Angelis, minuta e rotondetta, e Mina, alta e sinuosa. Cantano entrambe lo stesso brano (Nessuno, di Capotosti e Mascheroni) ma in maniera diametralmente opposta. La De Angelis lo gorgheggia a furia di romantiche, zuccherose filature; Mina lo morde col ritmo martellante dell’imperante e rivoluzionario rock’n roll. Punta sul vivo, Wilma fa subito suo - e alla grande - l’agguerrito stile della rivale; la quale replica riprendendo le languide, tenere ariosità dell’altra. Ecco: questa era Wilma De Angelis. La cantante e conduttrice televisiva scomparsa ieri a 96 anni, come ha scritto su Facebook il nipote Fabio De Angelis («Ciao zia. Le tue canzoni, la tua simpatia, il tuo sorriso e la tua gioia di vivere ci scalderanno per sempre il cuore») era una vessillifera della più tranquillizzante tradizione melodica italiana. Ma pronta e capace, all’occorrenza, di mettersi in gioco con più pepate, sincopate sonorità.

Nata a Milano, mai sposata, esordì alla radio a metà degli anni ’50, vinse subito un titolo di «Reginetta del Jazz italiano» e approdata nel ’59 a Sanremo vi cantò (in coppia con Betty Curtis) la suddetta Nessuno nonchè, assieme a Jula de Palma, Per tutta la vita. È la subitanea, indiscussa popolarità. La De Angelis ha una voce argentina, uno stile fresco, immediato, canta con evidente gioia di vivere canzoni d’immediata orecchiabilità, che non creano complicazioni, ma semmai le allontanano: Cerasella, Quando vien la sera, Il mio amore è un bersagliere, I colori della felicità e, naturalmente, quello che diverrà il suo titolo-biglietto da visita: Patatina, scritto da Gianni Meccia. Col suo stile carezzevole attraverserà sorridente il decennio successivo. Finché, fatalmente, le inquietudini degli anni ’70 cominceranno a metterne in ombra le ottimistiche qualità. Niente paura: con l’aiuto dell’amico Paolo Limiti Wilma saprà reinventarsi, esordendo nel 1979 su Telemontecarlo quale conduttrice di programmi di cucina. Grazie a titoli come Telemenù, La spesa di Wilma, Complimenti allo Chef, A pranzo da Wilma, Sale, Pepe e Fantasia (quest’ultimo in onda per ben 18 anni) ne diverrà, anzi, una vera antesignana. La stessa allegria con cui brandiva il microfono la vede ora all’opera fra tegami e intingoli. E mentre in grembiule gira il sugo intervista colleghi e vip in visita. Coll’arrivo degli anni ’80 e l’esplosione dei primi revival torna anche il momento di rimettersi a cantare: con grandi nomi del passato, come Nilla Pizzi, Carla Boni, Gino Latilla, Ernesto Bonino, partecipa alle numerose trasmissioni-nostalgia dell’epoca, come C’era una volta il Festival, Mezzogiorno è, Ci vediamo in tv... esibendovi una vocalità praticamente intatta. I fan di Techetechetè ricordano, in proposito, l’ospitata del 2004 da Fiorello, dove - con le colleghe Betty Curtis e Carla Boni- si prende in giro cantando Vita spericolata di Vasco Rossi. La sua giovialità senza ansie né patemi brilla ancora nell’ultima apparizione televisiva. È il marzo del 2025, Caterina Balivo la chiama in videocollegamento a La volta buona per farle fare gli auguri a Mina, in occasione dei suoi 85 anni. E quasi a chiudere un cerchio, davanti all’anziana ma sempre sorridente Wilma, ecco ancora una volta scorrere le immagini in bianco e nero del duetto «allo specchio» fra le due, sulle contrapposte note di Nessuno.