La nuova stagione di Report nasce tra tensioni, veleni e una frattura con Sigfrido Ranucci che appare sempre più difficile da ricomporre. Mentre la squadra della trasmissione di Rai 3 presentava alla stampa il nuovo corso, l’ex conduttore tornava a farsi sentire su Facebook con un video dedicato alla prima puntata di Spotlight, il programma di RaiNews24 che segna la sua nuova esperienza professionale. Una coincidenza temporale che fotografa il clima: da una parte chi prova a voltare pagina, dall’altra chi ha già intrapreso un percorso diverso. E il dialogo, almeno per il momento, sembra essere ridotto ai minimi termini.
La conferenza stampa di presentazione della trasmissione - al via domenica 8 novembre - non è stata priva di momenti di commozione e qualche scintilla. Claudia Di Pasquale, chiamata a raccogliere l’eredità di Ranucci insieme a Daniele Piervincenzi, non ha trattenuto l’emozione: “Abbiamo attraversato un’estate orribile, siamo stati oggetto di attacchi tutti i giorni. Siamo stati stritolati da una campagna mediatica spesso pretestuosa, ma siamo rimasti qua”. Parole accolte dagli applausi della redazione, dopo mesi segnati dalle polemiche sulla rimozione dell’ex conduttore.
A rendere ancora più evidente la distanza è stato Piervincenzi. “Se abbiamo sentito Sigfrido Ranucci? No, a dire la verità non l’abbiamo sentito. Ci aspettiamo un in bocca al lupo, da lui come da tutte le persone che hanno partecipato a questa avventura di Report”, ha spiegato all’Adnkronos. Il giornalista ha anche ricordato le tensioni seguite alla sua nomina, parlando di “dichiarazioni scomposte”. Insomma, la pace tra i protagonisti della vicenda sembra ancora lontana. E mentre i nuovi volti di Report chiedono sostegno, Ranucci promuove sui social la sua nuova avventura, il cui primo appuntamento è già andato in onda il 2 novembre. Due percorsi paralleli, dopo una separazione tutt’altro che indolore.
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Non meno delicata la scelta dell’inchiesta che aprirà la nuova stagione: un approfondimento su Valter Lavitola, sui cantieri Vittoria e sul tentativo di depistaggio relativo al movente dell’attentato contro Ranucci. Inevitabili le domande sui rapporti tra il faccendiere e l’ex conduttore. “Non eravamo a conoscenza di questo legame così forte. Mi sento di dire con tranquillità che non ci siamo mai sentiti condizionati da Lavitola”, ha assicurato la Di Pasquale, rinviando eventuali approfondimenti sul rapporto tra i due a quando emergeranno nuovi elementi.
Non sono mancati neppure i botta e risposta polemici con la stampa. A un giornalista di Libero che chiedeva conto del cosiddetto “metodo Report”, l’inviato Danilo Procaccianti ha risposto: “È semplicemente il metodo di una squadra assolutamente indipendente. Forse siete invidiosi della nostra libertà”. Una replica che testimonia come il clima resti tutt’altro che disteso.
Per il resto, la nuova gestione promette continuità nelle inchieste, maggiore collegialità e un red team incaricato di verificare ulteriormente i servizi prima della messa in onda. “Ci occuperemo di politica come in passato, se non di più”, ha garantito Piervincenzi. La vera prova arriverà domenica, quando Report dovrà misurarsi con il pubblico senza il volto che l’ha guidato negli ultimi anni. E con un ex conduttore che, almeno per ora, sembra intenzionato a scrivere la propria storia altrove ma senza disdegnare frecciatine.
