Il 18 settembre 1986 Top Gun entrava nelle sale italiane cambiando per sempre l’immaginario dei film d’azione. L’indizio che la pellicola avrebbe avuto successo anche in Italia furono gli otto milioni di dollari incassati soltanto nel primo weekend di programmazione negli Stati Uniti. Quarant’anni dopo, la storia di Maverick continua a essere un cult tra scene di volo mozzafiato, storie di rivalità e amore e una soundtrack diventata leggendaria.
La colonna sonora
La colonna sonora di Top Gun ha avuto lo stesso successo del film non solo in termini di incassi grazie ai 9 milioni di copie vendute. La canzone simbolo della pellicola, “Take My Breath Away” dei Berlin e utilizzata nella celebre scena d’amore tra Maverick e Charlie, ottenne infatti un Oscar e un Golden Globe nel 1987. Scritto e arrangiato da Giorgio Moroder e Tom Whitlock, il brano fu un successo planetario ma non portò fortuna ai Berlin, che la interpretarono su commissione. Un anno dopo l’uscita del singolo, infatti, la band statunitense si sciolse. Uno dei componenti prese le distanze da quel successo, sottolineando che la canzone non era stata scritta né scelta dal gruppo e non li rappresentava. Un caso divenne invece il “no” di Bryan Adams. Quando la Columbia Records gli chiese di poter utilizzare “Only the Strong Survive” nella colonna sonora, Adams si rifiutò sostenendo che il film celebrasse la guerra. Dei dieci brani inseriti nella versione originale della colonna sonora, altri tre ottennero un enorme successo: “Top Gun Anthem” di Otis Redding e “Danger Zone” di Kenny Loggins, entrambi utilizzati per le sequenze di decollo e atterraggio dei caccia F-14 Tomcat e per le scene in volo, e “Heaven in Your Eyes” di Loverboy, usata come sottofondo al dialogo tra Maverick e Charlie nella scena al bar.
Le difficoltà di Tom Cruise
Tom Cruise è conosciuto come uno degli attori più spericolati del cinema ma in Top Gun, suo primo ruolo in un film considerato d’azione, si trovò più volte in difficoltà a cominciare dalle scene in moto effettuate sulla Kawasaki GPZ 900R utilizzata durante le riprese. Quando approdò sul set Cruise non aveva mai guidato una moto e per non dover utilizzare una controfigura decise di prendere lezioni alla House of Motorcycles di El Cajon, in California, facendo pratica nel parcheggio del negozio. In quanto a voli nessuno del cast aveva mai avuto esperienza con gli aerei militari ma, benché fossero stati tutti istruiti da piloti professionisti e le scene acrobatiche fossero state girate da militari addestrati, Cruise ebbe non pochi problemi. Dopo il primo volo a bordo di un F-14 Tomcat l’attore vomitò e lui stesso raccontò di avere avuto problemi di vertigini e nausea nei successivi voli. Le riprese di Top Gun furono particolarmente impegnative per Tom Cruise anche per la scelta fatta dall’attore di isolarsi dal resto del cast per entrare meglio nella mentalità competitiva di Maverick.
Le scene fuori copione
Durante le riprese di Top Gun sia Val Kilmer che Tom Cruise si sono resi protagonisti di due momenti iconici non previsti dalla sceneggiatura originale. Il primo “fuori copione” riguarda il colpo di tosse sarcastico di Iceman mentre Maverick racconta di aver effettuato un volo rovesciato su un MiG russo. Durante il briefing nell’hangar, mentre Cruise pronunciava la sua battuta, Val Kilmer ha finto un colpo di tosse borbottando “bullshit” (stronzate) – non previsto dal copione - e le reazioni divertite e naturali degli attori presenti sulla scena hanno convinto il regista a tenerla nel montaggio finale. Anche la scena del bacio tra Maverick e Charlie, dopo l’inseguimento lungo le vie di San Diego, non era stata immaginata così dal regista. Dopo la dichiarazione di Charlie, Tom Cruise avrebbe dovuto pronunciare una battuta ma ,avendola dimenticata, improvvisò baciando la sua compagna di set Kelly Mc Gillis. Il risultato inatteso piacque così tanto a Tony Scott che la scena venne mantenuta, diventando una delle più romantiche del cinema di quegli anni.
La flotta e il coinvolgimento della Marina
Per rendere realistiche le scene di volo, la produzione e il regista Tony Scott poterono contare sul coinvolgimento diretto della Marina statunitense. All’epoca gli effetti digitali non erano ancora utilizzati come oggi e le scene vennero girate su veri F-14 Tomcat. Per mettere a disposizione aerei e unità navali, il Pentagono chiese alla Paramount Pictures circa 1,8 milioni di dollari e le riprese a bordo della portaerei furono realizzate sulla USS Enterprise in gran parte durante le normali operazioni della Marina. Tra le curiosità c’è quella dei MiG-28, i caccia sovietici che Maverick e gli altri piloti affrontano nel film. Il MiG-28 non è mai esistito: la numerazione dei caccia prodotti dalla sovietica Mikoyan-Gurevich era infatti dispari. Gli aerei utilizzati per interpretare i nemici di Maverick erano in realtà degli F-5 Tiger IIe, in alcune scene, T-38 Talon. Infine, gli F-5 neri utilizzati nelle riprese facevano parte della flotta Aggressor della US Navy (aerei usati nelle simulazioni per addestrare i piloti alle tattiche sovietiche) e a pilotarli non erano controfigure, ma veri istruttori della scuola Top Gun di Miramar.
Moda e tendenze
Il successo di Top Gun ebbe incredibili ripercussioni anche sulle vendite di abbigliamento e accessori indossati dagli attori del film e lo stile di Maverick fece tendenza. Il modello a goccia di occhiali Ray-Ban sfoggiati da Tom Cruise registrò un aumento del 40% nelle vendite e il modello Aviator contribuì a rilanciare il brand da tempo in crisi. Lo stesso accadde con il giaccone in pelle G-1 di Avirex, caratterizzato dalle toppe e dal colletto in pelliccia, indossato sempre da Cruise: il capo di ispirazione militare divenne rapidamente un indumento di tendenza. L’influenza di Top Gun non si fermò però alla moda. Il successo del film ebbe conseguenze anche sul reclutamento nella Marina statunitense: secondo quanto riportato dalla US Navy, dopo l’uscita della pellicola aumentò del 500% il numero di giovani interessati a entrare nelle forze armate e, in particolare, a diventare piloti di caccia.
