Il giro del mondo in 50 passi, a Malpensa il "viaggio-ritratto" coinvolgente di Daniele Sigalot

Nel suggestivo spazio della Porta di Milano al Terminal 1 maxi-installazione con 12 mappe di 12 città incise al laser su lastre di acciaio lucido, quando ci si specchia l'immagine che viene restituita è un caleidoscopio di lineamenti rimodellati e plasmati dalle strade e dagli edifici

Il giro del mondo in 50 passi proprio quando viaggiare pare un ricordo lontano - anche se il desiderio si fa più forte e si spera di poter tornare a volare prima possibile - è il messaggio della grande, coinvolgente installazione che si può ammirare fino al 30 giugno 2021 all'aeroporto di Milano Malpensa intitolata “Un ritratto di chiunque, ovunque” realizzata da Daniele Sigalot che invita il pubblico vedere e rivedersi, nelle città e nei viaggi che tanto ci mancano, da New York a Sydney, da Istanbul a Barcellona, e trasforma le città in grandi specchi capaci di coinvolgere e stravolgere l'immagine di chi vi si riflette.

Curata da Luca Beatrice e realizzata in collaborazione con Wetzel&Magistris, con il patrocinio di Sea, la società di gestione degli Aeroporti di Milano, e del Comune di Milano, l’opera è stata allestita nel suggestivo spazio della Porta di Milano al Terminal 1 dell'aeroporto.

La monumentale installazione, nata tra la collaborazione tra l'artistae l’azienda Wetzel&Magistris, consiste in 12 mappe di 12 città incise al laser su lastre di acciaio lucido, disposte in un cerchio di 35 metri di diametro. Quando ci si specchia in una di queste lastre, l'immagine che viene restituita è un caleidoscopio di lineamenti rimodellati e plasmati dalle strade e dagli edifici della città.

“Le città dove nasciamo e scegliamo di vivere ci formano e trasformano. Io sono di Roma, ma ho cominciato a lavorare a Milano, poi ho vissuto a Barcellona, Londra, Berlino e ora Napoli. Ogni città ha contribuito a cambiarmi, sia moralmente che fisicamente - spiega Daniele Sigalot -. Volevo trasformare questo pensiero in un’opera, e la cosa più semplice, mi è sembrata incidere una mappa su una superficie lucida per poter sovrapporre la topografia di una città ai lineamenti di un volto. E proprio quando questa somma si realizza che l'opera si compie”.

Luca Beatrice, curatore della mostra aggiunge: “Se la tua immagine corrisponde davvero al tuo ritratto, ne coglierai lo sdoppiarsi, il moltiplicarsi, il frantumarsi in tante possibili identità. Perché se ogni viaggio è sempre diverso, ogni luogo non è mai uguale a se stesso, tantomeno tu che sei entrato nell’opera di Daniele Sigalot permettendole così di vivere anche oggi, anche in questo preciso momento. Basterà, infine, specchiarci nell’opera di Daniele per aver compiuto il viaggio?”.

Al termine, le mappe saranno donate a 12 ospedali ed enti caritatevoli. “Portare l'arte in posti che si sono rivelati cruciali per resistere all'urto che la nostra società ha subito con la pandemia, ci sembra un piccolo e dovuto atto di gratitudine”, aggiunge Marco Bracaglia, amministratore delegato di Wetzel&Magistis.
L’installazione sarà presente in un catalogo edito da Skira che verrà pubblicato il 15 dicembre 2020.

DALLA PUBBLICITÀ ALL'ARTE

Dopo 7 anni in pubblicità passati senza riuscire a convincere nessuno a comprare cose di cui non avesse bisogno, Daniele Sigalot (Roma, 1976) decide di passare al mondo dell'arte, dove il superfluo è più necessario. Lascia quindi Saatchi&Saatchi Londra per trasferirsi a Berlino, dove per non deludere gli stereotipi chiama il suo studio La Pizzeria.
I suoi lavori sono stati esposti in più di 40 mostre in tutto il mondo, tra le quali spiccano le personali presso Reggia di Caserta, al MOAD di Miami, a Palazzo Ducale a Genova, alla Triennale di Milano e a Palazzo Reale a Napoli. Dal 2019 sposta il suo studio a Napoli dove finalmente trova l'ordine e l'organizzazione che mancavano alla capitale tedesca.

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