La misteriosa strage del Boac 777: ecco il piano delle spie naziste

Dietro alla misteriosa strage che infiammò i cieli del Golfo di Biscaglia nel 1943, un gioco di spie degno del plot di Casablanca, che coinvolse un famoso attore inglese, e il piano fallito di assassinare Winston Churchill

La misteriosa strage del Boac 777: ecco il piano delle spie naziste

Golfo di Biscaglia, 1 giugno 1943. Un aereo di linea della KLM/BOAC - fusione di guerra delle compagnie civili olandese e britannica - è in volo sulla rotta che collega, nonostante i cieli siano campo di battaglia, la capitale del neutrale Portogallo, Lisbona, a Bristol nel Regno Unito. A bordo sono 17 anime, tra loro, oltre quattro membri dell'equipaggio, tutti olandesi, il famoso attore britannico Leslie Howard (Via col Vento, la Primula Rossa, The first of the Few, ndr) e un uomo calvo e corpulento che ama fumare sigari cubani e vestire eleganti abiti gessati a doppio petto e con tanto di panciotto: il suo contabile e compagno di viaggio Alfred T. Chenhalls. Si sono imbarcati all'ultimo, facendo valere il loro status di personalità importanti sotto gli occhi vigili degli agenti segreti - anzi delle "spie" - dell'Abwehr, il servizio d'intelligence della Germania nazista, ma anche di quelli dell'Oss americano e dell'MI6 inglese. Assieme a loro viaggiano alcuni funzionari esteri, mogli di militari, un giornalista della Reuters con sua moglie e le due figlie.

Alle 12.45 il volo che era stato codificato BOAC 777 viene avvistato da una formazione di caccia pesanti della Luftwaffe: sono otto bimotori Ju-88 "Kampfzerstörer" che avevano ricevuto l'ordine - almeno secondo i rapporti ufficiali - di fare da scorta a due U-boot in navigazione, mai incontrati. Quando si trovano in aria circa 800 chilometri a ovest di Bordeaux, la formazione avvista una sagoma "grigia" tra le nuvole. Può trattarsi solo di un aereo nemico. "Indiani a ore undici", si sente scandire alla radio. Appena cinque minuti dopo, arriva l'ordine di abbatterlo.

Due Ju-88 si staccano dalla formazione e si mettono in coda a quel volo civile, soprannominato "Ibis", come l'uccello venerato nel mondo antico. Uno gli è poco sopra, l'altro poco sotto; aprono il fuoco in coppia con i cannoncini automatici che spuntano del muso corazzato. Non può esserci scampo. Nemmeno quando l'avvicinamento consente di riconoscere e identificare un volo civile - sebbene l'aereo avesse una livera mimetica, e fosse un modello in uso nelle aeronautiche militari alleate - e l'ordine viene revocato. Il motore e l'ala sinistra sono già in fiamme. Tre figure non identificate cercano di saltare con i paracadute, che però prende fuoco nel salto non aprendosi. L'aereo di linea precipita in mare. Galleggia per qualche istante tra i detriti e la nafta infiammata, e poi sprofonda nell'abisso con le restanti quattordici anime ancora a bordo, tutte di nazionalità britannica. I piloti tedeschi sono furiosi della mancata segnalazione da parte del loro comando: dovevano essere messi al corrente dell'esistenza di una compagnia civile ancora "operativa" che collegava l'Europa neutrale con il Regno Unito - che bollerà l'attacco come un evidente crimine di guerra.

Ma si trattò davvero di un incidente?

Già nei giorni immediatamente successivi, nonché negli anni a venire, una serie di teorie hanno cercato di spiegare il tragico evento; lasciando spazio a diverse ipotesi, plausibili e fantasiose. La prima, avanzata dal figlio del famoso attore britannico che si era recato in Portogallo per presenziare ad una serie di convegni, voleva che l'ordine di abbattere l'aereo su cui volava Leslie Howard (per altro di origini ebraiche) provenisse direttamente da Joseph Goebbels. Il ministro propaganda nazista che suo padre aveva ridicolizzato al cinema e nelle trasmissioni radiofoniche cui prestava la sua voce. La tesi, mai confermata, si scontrerebbe però con un fatto ben noto agli storici: Goebbels non aveva alcun peso o ruolo in ambito militari; cosa che lo frustava ampiamente secondo le ricerche condotte negli ultimi anni.

La seconda ipotesi, sempre incentrata sul noto attore shakespeariano che tutti ricordano per il ruolo di Ashley Wilkes in "Via col vento", ipotizzerebbe un suo coinvolgimento con i servizi segreti di Sua Maestà: Howard in realtà sarebbe stato inviato da Londra in veste di spia, per scambiare informazioni sul suolo europeo e dissuadere il generalissimo Francisco Franco da una possibile alleanza tra la Spagna e le potenze dell'Asse. Sebbene alcune fonti possano seriamente avvicinare l'attore agli ambienti dello spionaggio, e sebbene nel '43 Lisbona secondo i dossier della CIA (allora Oss, ndr) potesse essere paragonata a "Casablanca" nella pellicola con Humphrey Bogart, anche questa pista sembrò risultare abbastanza fragile.

La teoria più avvalorata - anche dallo stesso Winston Churchill - sarebbe una terza, ove gli agenti segreti tedeschi avrebbero individuato quello che supponevano fosse il primo ministro britannico in transito nell'aeroporto di Lisbona, scambiandolo per il contabile di Howard, Alfred T. Chenhalls, e confondendo Howard per la sua guardia del corpo personale: lo slanciato e serioso Walter H. Thompson. Questo avrebbe provocato l'immediato ordine di abbattere a tutti i costi l'aereo su cui voleva quello che poteva essere considerato il più acerrimo nemico del führer. Il caso vuole che Churchill in quello stesso momento potesse trovarsi seriamente in Europa; aveva spesso fatto scalo a Gibilterra nei primi anni del conflitto, e aveva anche volato su aerei di linea - ad esempio per recarsi alle Bermuda e incontrare il presidente americano Franklin D. Roosevelt. Ma davvero l’intelligence tedesco non sarebbe stato “capace” di verificare se l'uomo che si stava imbarcando su quell’aereo era veramente Curchill?

Riguardo gli eventi il primo ministro inglese scrisse nelle sue memorie: "La brutalità dei tedeschi era pari solo alla stupidità dei loro agenti. È difficile capire come qualcuno potesse immaginare che con tutte le risorse della Gran Bretagna a mia disposizione avrei dovuto prenotare un passaggio su un aereo disarmato e senza scorta, in partenza da Lisbona, in pieno giorno". Churchill infatti si trovava a Gibilterra, e sarebbe partito la sera del 4 giugno 1943. A bordo di un bombardiere B-24 Liberator però, con corazzature aggiuntive e 10 mitraglieri a difesa della fortezza volante.

Il grande mistero che permane in questa vicenda è se davvero Londra fosse al corrente dell'intenzione da parte dei tedeschi di abbattere il volo civile sul quale credevano si sarebbe trovato Churchill. Alcuni storici sostengono infatti che i codificatori britannici di Bletchley Park avessero "decrittografato diversi messaggi" riguardanti i piani per l'assassinio di Churchill. E forse anche l'ordine di intercettare l'aereo. Ma sarebbe stato comandato di "lasciar correre", per evitare che l'Oberkommando della Wehrmacht sospettasse che il codice Enigma fosse stato compromesso. Sacrificando, in questo caso come in altri numerosi casi, l'innocente volo dell'Ibis.

All'indomani dell'abbattimento di volo 777,

tutti i voli KLM/BOAC furono dirottati su altre rotte e operati solo con il favore dell'oscurità. Come sempre avevano fatto i famosi "Lysander": i taxi delle spie pilotati dagli uomini più temerari della Royal Air Force.

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