«Uomini ridotti a maschere di carne»

di Robert Louis Stevenson
Mio caro Colvin - sono tornato a casa dopo un viaggio di 12 giorni a Molokai, sette dei quali nella colonia dei lebbrosi, di cui posso dire soltanto che la vista di tanto coraggio, allegria e devozione ha amplificato la compassione e il disgusto di quella vista. Ho cavalcato da Kalawao fino a Kalaupapa (circa tre miglia attraverso il promontorio, la parete rocciosa, ricoperta dalla foresta e tuttora inaccessibile per la sua ripidità alla mia destra), sono andato alla casa delle sorelle, un miracolo di pulizia, ho giocato a croquet con sette ragazze lebbrose (novanta all'ombra), consumato un pasto da zitella che mi hanno servito le sorelle, sono tornato a casa a cavallo, piuttosto stanco, ma non troppo. Le ragazze avevano tutte delle bambole, e amavano vestirle. Voi, che conoscete molte dame ben vestite, le quali conoscono molti sarti, per favore, dite loro che pezzi di tessuto con cui fabbricare abiti per le bambole sarebbero doni graditi all'indirizzo di suor Marianna, Casa Bishop, Kalaupapa, Molokai, isole Hawaii. Ho visto cose che non si possono dire, e ascoltato storie che non possono essere ripetute: non ho mai ammirato così tanto la mia povera razza e nemmeno (per quanto strano possa sembrare) amato la vita più che in quel lebbrosario... E questo benché tutto fosse in gran parte cattolico e io non abbia mai provato troppa simpatia per le virtù cattoliche.
A Sidney Colvin, Honolulu, maggio o giugno, 1889
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Mia cara... fummo circondati da una folla di persone, centinaia di (Dio ci salvi) maschere di carne umana, in attesa delle sorelle e dei nuovi pazienti. Tutti tendevano la mano; indossavo i guanti ma mi ricordai che mi ero ripromesso durante il viaggio di non dare la mano, cosa meno offensiva a mio avviso che porgerla con i guanti. Così le sorelle e io ci mischiammo con la folla, poi io mi feci da parte (sentivo che non avevo nulla da fare lì) incamminandomi lungo il promontorio, con il mio mantello e la mia macchina fotografica. Il sentimento di orrore era quasi sparito; vedere queste spaventose creature sorridere e sembrare felici era bello.
A Mrs R.L. Stevenson