Delibera «fantasma» della Regione Puglia, giallo sulle assunzioni dirette

Mistero sul falso provvedimento pubblicato dal sito istituzionale nell'area trasparenza, annunciava l'obbligo del concorso per l'internalizzazione di 7mila dipendenti nel settore della sanità. La giunta Vendola: nessun cambio delle regole. Ma incombe la Consulta

Nella Puglia ormai famosa per gli scandali e il deficit della Sanità ci mancava il mistero della delibera «fantasma». Così nei corridoi della Regione è caccia all'hacker: si cerca il responsabile di una bravata non indifferente: mercoledì è apparso online - è da chiarire ancora se per sbaglio o per dolo, ma la seconda ipotesi sembra la più probabile - l'annuncio di un nuovo provvedimento della giunta guidata da Nichi Vendola. Si trattava della presunta «riformulazione» delle linee guida con cui provvedere alle internalizzazioni di circa 7mila lavoratori della sanità, oggi alle dipendenze di imprese esterne (nei settori pulizia, ristorazione o informatica). Peccato che l'informazione di servizio fosse del tutto falsa, come conferma il quotidiano «la Gazzetta del Mezzogiorno». La beffa è che la delibera è stata inserita proprio nell'area «trasparenza», la bacheca virtuale dove da alcune settimane si riportano le delibere approvate dalla giunta, prima che siano pubblicate sul bollettino ufficiale. Non ne sarà certo entusiasta il ministro Renato Brunetta.
Molto serio l'argomento della «burla», peraltro già oggetto di accesi dibattiti in Consiglio. Insomma, basta assunzioni dirette nelle società costituite dalle Asl: come prescrive la legge nazionale, va fatto il concorso. Al contenuto delle 24 pagine di provvedimento apparse sul sito sono abboccati in tanti, dipendenti compresi, visto che diversi giornali e tv locali ne hanno dato regolarmente notizia. Ma la delibera non esiste e infatti è stata rimossa in fretta dal web. L'assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore, è costretto a precisare: «Quel testo non doveva essere pubblicato, si trattava di una bozza intermedia dei lavori di giunta. Al momento non c'è alcun cambio di strategia rispetto a quanto programmato e deciso con la legge "Omnibus"»; c'è solo una novità per il reclutamento dell'amministratore unico delle società in-house e la previsione del relativo compenso.
Resta il dato di fatto: il sito della Regione Puglia si dimostra vulnerabile, e la trasparenza del sito internet istituzionale finisce per diventare una cortina troppo sottile, esposta a pericolose manomissione dall'esterno. Ma soprattutto, sussiste la questione di merito. Il sistema dell'assorbimento «automatico» nell'organico della Regione, cavallo di battaglia in questi anni dal governo pugliese di centrosinistra, va a scontrarsi con i pareri espressi in più d'una occasione dalla Corte Costituzionale: il principio è che le assunzioni negli enti pubblici si fanno per concorso. Gli uomini del governatore tirano dritto, comunque, e insistono: «Le società in-house sono agenzie di diritto privato, la Consulta non può interferire». Il nodo è tutto qui: società private, è vero, ma con bilanci pubblici. E il «buco» della sanità pugliese non consente più gestioni allegre.

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