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Design

Tra cronografia e subacquea una tradizione perpetua

Due modelli fondamentali nella storia della Maison, il Contograf e lo Scafograf, si prendono la ribalta da due prospettive diverse

Eberhard Scafograf

Eberhard & Co. può vantare una luminosa tradizione orologiera, avviata nel 1887, e ha scritto pagine importanti nella storia dell’orologeria, soprattutto riguardo la cronografia, già a partire dagli anni ’30, senza dimenticare l’attenzione alle varianti subacquee, negli anni del boom, a cavallo degli anni 60. Ecco, allora, la possibilità di accomunare, in uno stesso spazio editoriale, due modelli iconici come il Contograf e lo Scafograf, inquadrandoli nella contemporaneità da due prospettive diverse. Il primo, infatti, è salito recentemente alla ribalta perché una delle sue referenze più significative, la 31504 su cassa in acciaio Jumbo ovale da 43 mm, è entrata a far parte del Museo Eberhard & Co., a La Chaux-de-Fonds.

Risalente al 1969 (la collezione fu lanciata nei primi anni ’60), nel contesto di un’intensa attività della Maison sul fronte della cronografia sportiva, cui dette grande impulso l’arrivo alla guida della Casa di Palmiro Monti, proprio nel 1969, era dotato di movimento manuale a due contatori minuti crono al 3 e piccoli secondi al 9 -, calibro Eb. 310-82 con ruota a colonne e innesto orizzontale: fu proprio su questo meccanismo, di cui erano rimasti qualche centinaio di pezzi in magazzino, che Monti impostò la strategia di recupero del know-meccanico elvetico per contrastare il quarzo. Tra le particolarità di questo esemplare, con scale tachimetrica e telemetrica periferiche e datario al 6, vi era, relativamente ai minuti crono, la possibilità di estendere la lettura dai 30 ai 45 minuti e, poi, la lunetta girevole, graduata 12 ore, prevedeva l’inserto in bachelite. Il quadrante, protetto da vetro in plexiglass e del tipo reverse panda, percorso da sfere a bastone luminescenti. Passando allo Scafograf, il cui nome fu registrato nel 1958, per poi, essere presentato l’anno successivo, declinato su due versioni impermeabili a 100 e 200 metri, torniamo sulla pura attualità, con il modello 200 MCMLIX Bronze Edition, lanciato durante lo scorso Salone Nautico di Genova (1 6 ottobre). Frequentatore delle profondità marine, è sembrato naturale che la sua cassa in acciaio da 39 mm, accogliesse una lunetta girevole unidirezionale e la corona serrata a vite (con spallette di protezione) in bronzo, uno dei metalli più resistenti alla corrosione dell’acqua di mare, a motivo dello sviluppo di una patina protettiva di ossido, in costante evoluzione cromatica, tale da rendere ogni esemplare unico. Nella Bronze Edition il bronzo e l’acciaio si coniugano al nero del quadrante e dell’inserto graduato in ceramica della ghiera, per un’aura sporty-chic, con la tonalità bronzea che esplicita, per contrasto, indici applicati e lancette, ispirati nella forma dall’edizione originaria del 1959. Animato da un calibro automatico e impermeabile fino a 200 metri (valvola per l’elio al 9), quest’ultima variante dello Scafograf è prevista con bracciale a maglia milanese, bracciale Chassis e, infine, con un cinturino in pelle nera ed impunture color bronzo.

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