Antonino La Lumia, avvocato e presidente di "Dialoga", ieri il debutto dell'associazione definita "liberale". Ce la presenta?
"Partiamo dall'ascolto dei cittadini. Per questo abbiamo commissionato la ricerca, abbiamo chiesto ai milanesi cosa pensano della loro città: capire viene prima di proporre e proporre viene prima di decidere".
Chi siete?
"Imprenditori, professionisti, giovani, dipendenti pubblici che condividono una piattaforma di valori: libertà, responsabilità, merito, legalità. Dai valori poi si passa ai programmi. È arrivato il momento per molti di noi di restituire quello che si è ricevuto. Amo profondamente questa città cui devo molto, mi ha dato una famiglia, successi professionali, radicamento".
Sta pensando di candidarsi alle prossime amministrative?
"Proprio perché devo molto a Milano non voglio ridurre il mio impegno a una questione di candidature. Dialoga è un'associazione culturale, se i valori verranno poi valutati positivamente in una lista e accettati il mio contributo non cambierà".
Come si traduce nei fatti la vicinanza alla cittadinanza?
"L'ascolto dei cittadini può sembrare una banalità ma non lo è. C'è bisogno di coinvolgimento, collaborazione; non a caso la ricerca ha mostrato il desiderio diffuso del vigile di quartiere, una figura presente, di legalità e che tranquillizza. Pensiamo di proporre anche laboratori civici di interesse, coinvolgere i giovani, motivarli. Contro il pessimismo diffuso (altra cosa emersa dall'indagine) bisogna tornare a far sognare i milanesi".
Molti non sognano per la situazione evidenziata, i giovani non trovano case.
"Ci prefiggiamo una città in equilibrio fra sviluppo e tradizione; una politica abitativa che non risponda solo a chi sta bene ma che sia il naturale
sbocco di chi lavora, la laboriosità di Milano ha dimostrato di sanare molte ferite; non si può respingere il capitale che consente a una società di crescere, ma non lasciar indietro nessuno è premessa per l'equilibrio".