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Dove si trova la caseina e quando l'allergia diventa letale

Oltre che nel latte di mucca, di capra e di pecora, e i loro derivati, la proteina si può trovare anche in altri alimenti in apparenza insospettabili

Dove si trova la caseina e quando l'allergia diventa letale
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Aldo Montano ha raccontato sui social del grande pericolo corso per aver ingerito al ristorante un cibo contenente della caseina, pur avendo edotto il personale della sua insidiosa allergia: vittima di uno choc anafilattico, l'ex campione olimpico di sciabola è stato trasportato d'urgenza in ambulanza presso l'ospedale Santo Spirito di Roma, Ma cos'è esattamente questa sostanza e quali sono i rischi per la salute?

La caseina è la proteina principale, che ritroviamo in grande quantità fino all'80%, del latte di mucca, di bufala, di pecora e di capra. Dal momento che resiste alle alte temperature, essa non si degrada durante la cottura, mantenendo inalterata la sua struttura e le sue proprietà: ecco spiegato il motivo per cui la si ritrova anche nei prodotti caseari. Non solo, è fondamentale nella produzione dei formaggi, dal momento che la sua capacità di addensarsi consente di creare prodotti con pasta molle, semidura o dura.

Spesso si fa confusione tra i disturbi causati dal lattosio e i problemi con le proteine del latte, ma si tratta di due disturbi completamente differenti. Per quanto concerne il lattosio si parla di intolleranza, che si verifica negli individui il cui organismo non è in grado di produrre una quantità sufficiente di lattasi, l'enzima indispensabile per digerirla. In caso di problemi con la caseina si sviluppa invece una vera e propria allergia, dal momento che la sua assunzione anche in piccole quantità scatena una risposta immunitaria nel nostro corpo anche molto violenta, che può andare da "semplici" problemi di gonfiore o macchie sulla pelle (orticaria), fino ad arrivare al pericolosissimo choc anafilattico.

Come detto, essenzialmente la proteina si ritrova nel latte e nei derivati, quali, yogurt, burro, panna o gelati: ciò nonostante non è difficile trovarne traccia anche in alimenti apparentemente insospettabili, specie prodotti confezionati (salse, snack, creme spalmabili, minestre o piatti pronti). Insidiosa è anche la cosiddetta "contaminazione crociata", che si verifica quando un alimento sicuro tocca un cibo contenente caseina durante la lavorazione: è ciò che si può verificare con gli insaccati, così come per alcuni prodotti bio o per celiaci. In tutti i casi è consigliabile leggere bene le etichette per sincerarsi dell'assenza di latte. Se si è allergici, meglio puntare su cibi più sicuri, quali verdure, frutta, carne o pesce freschi, cereali naturali e formaggi vegetali.

I sintomi dell'allergia alla caseina variano molto da persona a persona. Possono comparire da pochi minuti fino a due ore dopo aver ingerito il latte o i suoi derivati. I meno gravi possono includere prurito diffuso, specialmente intorno alla bocca o agli occhi, naso che cola o starnuti continui, lacrimazione e arrossamento degli occhi, orticaria o sfoghi cutanei, con macchie rosse pruriginose sulla pelle. Tra i sintomi più gravi vi sono gonfiore (angioedema) che colpisce labbra, lingua, viso o gola, dolori alla pancia, forti crampi, nausea o vomito improvviso, diarrea, che in alcuni casi (soprattutto nei bambini piccoli) può presentare tracce di sangue e talvolta anche una tosse insistente o un leggero fischio quando si respira.

Nei casi più gravi, che richiedono un urgente intervento medico, si registrano: forte difficoltà a respirare (dispnea), a causa del gonfiore alla gola che stringe le vie aeree, stordimento e vertigini, sensazione di svenimento dovuta a un improvviso calo della pressione del

sangue, tachicardia e choc anafilattico, la conseguenza più estrema: è una reazione totale dell'organismo che blocca la respirazione e può portare alla perdita di coscienza e richiede l'uso immediato di adrenalina salvavita.

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