La Cina sostiene di aver compiuto un passo significativo nello sviluppo dei motori ipersonici con un ramjet a geometria variabile capace di modificare la propria configurazione interna durante il funzionamento. Il sistema in questione è stato testato a terra in condizioni che simulano il volo ad altissima velocità e avrebbe funzionato senza interruzioni da Mach 1,8 fino a Mach 6, un intervallo molto più ampio rispetto a quello raggiungibile dai ramjet tradizionali. La novità non riguarda soltanto la velocità, ma soprattutto la capacità del motore di adattare il flusso d'aria in tempo reale, migliorando l'efficienza della combustione e riducendo la necessità di sistemi ausiliari per raggiungere il regime operativo.
Il nuovo ramjet cinese
Secondo il South China Morning Post, il risultato è frutto del lavoro congiunto della Northwestern Polytechnical University e del Beijing Power Machinery Institute. Il cuore dell'innovazione è un ramjet a geometria variabile, una tecnologia considerata da tempo uno degli obiettivi più ambiziosi nel settore dei motori ipersonici. A differenza dei modelli convenzionali, il nuovo propulsore è in grado di modificare rapidamente la sezione della camera di combustione, regolando il passaggio dei gas in appena un terzo di secondo anche mentre attraversano il motore a circa 1.650 gradi Celsius.
Per anni questo tipo di soluzione è rimasto impraticabile perché i punti mobili non riuscivano a mantenere una tenuta efficace: le perdite di gas surriscaldati compromettevano prestazioni e affidabilità. I ricercatori cinesi affermano però di aver risolto il problema grazie a un sistema di doppia guarnizione composto da un anello in fibra ceramica e da un secondo elemento in grafite, materiale che ha ridotto drasticamente le dispersioni.
Ebbene, con questa configurazione le perdite sarebbero scese fino all'1,9% rispetto ai test effettuati senza il supporto della grafite. Il risultato potrebbe avere conseguenze importanti perché un ramjet capace di cambiare forma durante il funzionamento permette di ridurre peso e consumi, oltre ad ampliare il campo operativo del motore senza ricorrere a razzi aggiuntivi.
L’importanza della grafite
Il successo del test riporta inoltre l'attenzione su un materiale strategico come la grafite, fondamentale non solo per questo progetto ma anche per numerose applicazioni nel settore aerospaziale e della difesa. La Cina controlla gran parte della produzione mondiale di grafite ad alta purezza, indispensabile per componenti sottoposti a temperature estreme, e negli ultimi anni ha introdotto restrizioni all'esportazione verso gli Stati Uniti per motivi di sicurezza nazionale.
Proprio questa situazione ha spinto gli Usa ad accelerare gli investimenti nella produzione interna e nello sviluppo di nuove filiere, coinvolgendo anche Paesi come Canada, Australia e Mozambico. Anche l'Europa sta cercando di ridurre la dipendenza dalle forniture cinesi attraverso programmi dedicati alle materie prime critiche, mentre proseguono gli studi sulla grafite sintetica, una soluzione che però presenta ancora costi elevati e limiti qualitativi per gli impieghi più avanzati.
In ogni caso, tornando al ramjet, se i risultati
annunciati dalla ricerca cinese saranno confermati anche nelle future prove di volo, il nuovo gioiello del Dragone potrebbe rappresentare per Pechino un progresso rilevante nella corsa alle tecnologie ipersoniche.