Disoccupazione al 7,4%: bruciati 378mila posti

L'Istat lancia l'allarme occupazione: nel secondo trimestre del 2009 il tasso è diminuito dell’1,6% rispetto al 2008 registrando un calo di 378mila unità, dato peggiore dal secondo trimestre 1994. Rispetto al primo trimestre il calo registrato è dello 0,3%

Disoccupazione al 7,4%: bruciati 378mila posti

Roma - Cresce la disoccupazione in Italia. Nel secondo trimestre, secondo i dati diffusi dall’Istat, il dato destagionalizzato è pari al 7,4%, in crescita dello 0,6% rispetto allo stesso trimestre del 2008 (+0,1% rispetto al primo trimestre del 2009). Il dato tendenziale, spiega l’Istat, è il più alto dal primo trimestre 2006 quando si era attestato al 7,2%. Rispetto al calo degli occupati, spiega l’Istat, la crisi si fa sentire meno sul tasso di disoccupazione perché cresce il numero di persone che non cerca lavoro.

Boom di disoccupati Il tasso di disoccupazione, rileva l’Istat, aumenta rispetto a un anno prima di nove decimi di punto percentuale per gli uomini e di appena un decimo di punto per le donne, posizionandosi rispettivamente al 6,3 e all’8,8 per cento. Nel Nord l’innalzamento dell’indicatore (dal 3,8 al 5 per cento) riguarda sia gli uomini sia le donne; nel Centro il tasso di disoccupazione si porta al 6,7 per cento dal 6,4 per cento di un anno prima, a sintesi di una crescita di moderata entità per la componente maschile e di una sostanziale stabilità per quella femminile.

Il picchio al Sud Nel Mezzogiorno il tasso di disoccupazione risulta pari al 12 per cento, appena un decimo di punto in più rispetto al secondo trimestre 2008. La crescita riguarda esclusivamente gli uomini. Per gli stranieri il tasso si porta, nel secondo trimestre 2009, all’11 per cento dall’8,8 per cento di un anno prima. Nel secondo trimestre 2009, spiega l’Istituto di statistica, la crescita su base annua del numero delle persone in cerca di occupazione interessa per la quasi totalità la componente maschile (+130.000 unità) e in misura marginale quella femminile (+8.000 unità). L’incremento dell’area della disoccupazione riguarda in gran parte il Nord: si tratta in nove casi ogni dieci di ex-occupati. Nel Centro, il numero dei disoccupati, che aveva segnato un picco nel secondo trimestre 2008, manifesta una debole espansione.

La componente rosa Spinta dalla flessione della componente femminile, la disoccupazione registra nel Mezzogiorno un segno negativo. A tale risultato si associa un’espansione dell’inattività per entrambe le componenti di genere. Nel secondo trimestre 2009 il numero di inattivi in età compresa tra i 15 e i 64 anni, è in crescita nell’insieme del territorio nazionale. Nel Nord (+1,6 per cento, pari a 84.000 unità) l’incremento interessa entrambe le componenti di ge-nere; nel Centro (+1,3 per cento, pari a 32 mila unità) si concentra nella sola componente maschile. Nel Mezzogiorno la crescita degli inattivi, già molto sostenuta nei due precedenti trimestri, registra un’ulteriore espansione manifestando una variazione tendenziale del 4,9 per cento, pari a 317.000 unità in più ri-spetto al secondo trimestre del 2008 (+187.000 uomini e +130.000 donne). Nel Mezzogiorno, la crescita dell’inattività maschile interessa persone più adulte che non cercano un’occupazione perché pensano di non trovarla ovvero sono in atte-sa dei risultati di passate azioni di ricerca e persone più giovani che ritardano l’ingresso nel mercato del lavoro; per l’aumento dell’inattività femminile, osserva l’Istat, si tratta soprattutto di ragioni legate al riproporsi del tradizionale ruolo in famiglia con la rinuncia alla ricerca di un impiego. Nel secondo trimestre 2009 il tasso di inattività della popolazione tra i 15 e i 64 anni si attesta al 37,4 per cento, nove decimi di punto in più rispetto a un anno prima. Il risultato sintetizza l’aumento del tasso di inattività sia per gli uomini (dal 25,1 per cento del secondo trimestre 2008 al 26,2 per cento) sia per le donne (dal 47,9 al 48,5 per cento). L’indicatore si posiziona al 30,3 per cento nel Nord e al 33 per cento nel Centro, in entrambi i casi in aumento di due decimi di punto rispetto a un anno prima. Nel Mezzogiorno il tasso di inattività registra un significativo incremento (dal 46,6 per cento del secondo trimestre 2008 al 48,8 per cento) al quale contribuiscono entrambe le componenti di genere. Il tasso di inattività femminile nelle regioni meridionali rimane pertanto particolarmente elevato e pari al 63,9 per cento.

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