Domani i caduti rientrano in patria, lunedì i funerali di Stato

L’Italia si stringe attorno ai suoi soldati caduti in Afghanistan. Lunedì saranno esposte le bandiere a mezz’asta in segno di lutto nazionale, mentre nelle scuole e negli uffici pubblici sarà osservato un minuto di silenzio.
Avvolte in panni tricolori, le bare con i corpi di Davide Ricchiuto, Matteo Mureddu, Antonio Fortunato, Roberto Valente, Massimiliano Randino, Giandomenico Pistonami, i sei parà dilaniati giovedì a Kabul dall’esplosione di un’autobomba, torneranno in Italia domani mattina. Atterreranno alle 9.30 all’aeroporto di Ciampino a bordo di un C130 dell’Aeronautica militare.
Ad attenderli il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, insieme ai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. I corpi saranno quindi sottoposti all’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha aperto, secondo la prassi, un fascicolo sulla strage. La procedura dovrebbe durare circa sei ore. Quindi, nel tardo pomeriggio, sarà allestita una camera ardente aperta al pubblico, presso l’ospedale militare del Celio.
Il Consiglio dei ministri ha deciso che i funerali solenni si svolgeranno lunedì alle 11, presso la Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma: la stessa scelta per i caduti di Nassiriya, nel 2003. Alla cerimonia saranno presenti il premier Silvio Berlusconi, membri del governo (compreso il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che l’ha confermato ieri ai giornalisti che glielo chiedevano) e i leader dei partiti di maggioranza e di opposizione.
La messa funebre sarà celebrata dall’ordinario militare, monsignore Vincenzo Pelvi, che durante la celebrazione leggerà anche un messaggio del Papa. A quanto si è appreso, dei militari italiani caduti Benedetto XVI parlerà anche domani, al termine della preghiera dell’Angelus di mezzogiorno.
Non è stata ancora stabilita una data di rientro per gli altri quattro italiani feriti, le cui condizioni sono stabili. Intanto è in partenza per Kabul una squadra del Reparto operativo speciale (Ros) dei carabinieri: avrà il compito di condurre indagini sull’attentato che ha provocato anche, va ricordato, la morte di dieci civili afghani.
La morte dei sei parà è arrivata a un mese e mezzo dal ritiro del grosso del contingente italiano presente a Kabul: tra fine ottobre e primi di novembre, infatti, scadrà il mandato della Folgore e i militari presenti nella capitale afghana non saranno sostituiti. A Kabul rimarranno solo, a partire da quella data, dai 50 ai 100 soldati nell’ambito del quartiere generale della missione Isaf. La maggior parte dei soldati italiani sono concentrati invece a Ovest dell’Afghanistan, nell’area di Herat.

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