E in centro città il traffico si blocca per i cortei

Chi dalle alture genovesi era stato in grado di dribblare ghiaccio e neve per andare in centro città a lavorare o per qualche appuntamento, ha dovuto fare i conti con il traffico raddoppiato e, talvolta, paralizzato.
Intorno a palazzo San Giorgio e davanti alla Prefettura in via Roma c'era il corteo dei pensionati dell'ex Consorzio autonomo del porto. Da piazza dell'Annunziata fino a via Roma e piazza De Ferrari, invece, sono sfilati in corteo un centinaio di dipendenti del Cup regionale.
Disagi e traffico bloccato per alcune ore che ha fatto andare in tilt la circolazione del centro cittadino e che probabilmente, hanno minacciato alcuni lavoratori, si ripeterà nei prossimi giorni se non si troveranno delle soluzioni adeguate alle loro aspettative.
Gli impiegati del Cup ieri hanno chiesto un incontro con il presidente della Regione Claudio Burlando e con l'assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo.
Una delegazione dei lavoratori è stata poi ricevuta dagli amministratori ai quali è stato chiesto, tra le altre cose, di ristrutturare il servizio del Cup telefonico, nell'ambito della riorganizzazione del sistema di prenotazioni, prevedendo la separazione della prima visita dalle prestazioni per la cronicità.
«Chiediamo - hanno spiegato i manifestanti - di essere stabilizzati e internalizzati presso le Asl. Al Cup siamo circa 150 e tutti hanno aderito allo sciopero. Si tratta di un servizio essenziale. Abbiamo spiegato che le gare per le cooperative che hanno l'appalto sono state vinte talmente al ribasso che il contratto nazionale del luglio 2008 è stato riconosciuto soltanto da alcuni giorni».
L'assessore Montaldo ha ribadito di avere promosso un confronto con Datasiel, l'intermediario tra Asl e cooperative, per il riconoscimento dei costi sostenuti dalle cooperative che gestiscono il Cup telefonico e che consentirà di mettere a disposizione dell'associazione temporanea di imprese che gestiscono il servizio ben centotrentamila euro, indispensabili per pagare i debiti pregressi degli ultimi due anni.
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