E la chiesa anglicana dice sì al sesso prima del matrimonio

Per combattere la fuga di fedeli, la Chiesa d'Inghilterra apre alle coppie con figli: volete sposarvi? Fatelo e battezzate anche i vostri ragazzi. Tutto in un'unica liturgia.

Prendi due paghi uno, vien da dire. La Chiesa d'Inghilterra cerca di modernizzarsi e di conquistare nuovi fedeli. Così, per avvicinarsi a una società in cui la nascita dei figli fuori dal matrimonio è un'abitudine sempre più diffusa, offre alle coppie che intendono sposarsi l'opportunità di battezzare nella stessa liturgia anche i figli nati prima della sacra unione. E finisce per accettare, dopo duemila anni di storia, il sesso prima del matrimonio.
«Yes, I do» («Sì, lo voglio»): l'antica formula servirà d'ora in poi alla coppia per unirsi «finché morti non separi», ma anche ai figli per diventare discepoli di Cristo. La liturgia prevede infatti che gli aspiranti coniugi, dopo aver detto sì alla loro unione esprimano formalmente il consenso anche sul battesimo dei loro ragazzi. E le porte sono aperte da ieri a chiunque intenda scambiarsi la promessa eterna davanti a Dio.
«Le coppie di fidanzati sono benvenute per il matrimonio dei loro sogni, sia che abbiano sia che non abbiano bambini», ha annunciato la Chiesa anglicana.
Una mossa al passo coi tempi, per andare incontro al numero crescente di coppie inglesi che decide di metter su famiglia prima ancora di sposarsi in chiesa e per cercare di fronteggiare la fuga dei fedeli che sta indebolendo la Chiesa d'Inghilterra e coinvolgere anche i più giovani. In effetti almeno un inglese su cinque - secondo gli ultimi dati - arriva all'altare con alle spalle una famiglia già consolidata, pronto a coronare - invece che a cominciare - una vita di coppia già solida.
Funzionerà? Un portavoce spera di sì: «È la risposta alla domanda che come Chiesa ci viene fatta perché andiamo incontro alla gente che si rivolge a noi in un momento chiave per la propria vita». Ma gli scettici non mancano: «È un peccato che non abbiano anche aggiunto un funerale per la nonna. Cosa credono di fare? Sembra una cosa alla moda, ma rivela una continua mancanza di consapevolezza di ciò che accade nelle parrocchie. Non capisco perché lo vogliono fare», ha dichiarato al Times John Broadhurst, vescovo di Fulham.
«Mettere insieme i due riti mi pare poco saggio. Il contesto giusto per il sesso è nell'ambito del matrimonio. Questo è ciò che viene insegnato a chi è battezzato. Se si confondono gli insegnamenti della Chiesa, non si tratta di un passo avanti», ha dichiarato David Phillips della Church Society.


A rispondergli ha pensato Stephen Patten, vescovo di Wakefield e presidente della commissione liturgica che ha elaborato il nuovo rito: «La Chiesa non ha modificato il proprio messaggio. Si tratta di un modo per rafforzare l'impegno che la Chiesa ha nei confronti del matrimonio. La Chiesa ha sempre cercato di venire incontro alla gente ovunque si trovi nel suo cammino».

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